Ambulanza
Ambulanza (foto dal web)

Una banda di malviventi, verso le 19 di venerdì, ha fatto irruzione in una villetta di Monterotondo, paese alle porte di Roma. Al suo interno, però, hanno trovato il proprietario di casa armato di pistola, che per spaventarli e metterli in fuga ha esploso 5 colpi. Ferito un sedicenne.

È successo a Monterotondo paese in provincia di Roma verso le 19 di venerdì scorso. Una banda di rapinatori ha fatto ingresso all’interno di una villetta, pensando di poter trafugare gli oggetti di valore presenti. In casa, però, c’era Andrea Pulone il quale con arma regolarmente detenuta ha esploso 5 colpi per far fuggire i malviventi. Il giovane, 29 anni, ha poi subito chiamato il 112 spiegando quanto accaduto e sostenendo di non aver ferito nessuno. Alle 19.40 però, un ragazzino di 16 anni di origini albanesi è stato lasciato davanti all’ospedale Gemelli di Roma, con una ferita d’arma da fuoco all’addome.

La dinamica di quanto accaduto: il racconto di Andrea Pulone

Andrea Pulone, 29 anni, è un giovane ben voluto all’interno della propria comunità. Laureato, un ragazzo dai modi gentili e molto educato questo è quanto dicono di lui. Da poco ha aperto un pub a Monterotondo, suo padre è un noto astrofisico e la madre è candidata alle elezioni comunali con la coalizione di centrosinistra. Un ragazzo che fino a venerdì viveva nella sua normalità, quando un gruppo di malviventi ha fatto irruzione in casa sua.

I genitori del giovane si trovavano in vacanza in Portogallo e lui era solo in casa con la fidanzata. Ad un certo punto, intorno alle 19 la coppia ha sentito degli strani rumori provenire dal piano inferiore dell’abitazione. Andrea, preoccupato soprattutto per la fidanzata, ha deciso di prendere la sua Glock 21 calibro 45 regolarmente registrata e di scendere a vedere cosa stesse accadendo. L’incontro con i ladri avviene nell’immediato, Andrea gli intima di andarsene, ma i malviventi lo ignorano, allora lui esplode 5 colpi tutti rivolti verso una libreria con il solo scopo di spaventarli. La banda scappa ed il 29enne contatta subito il 112 a cui spiega l’accaduto, dicendo di aver sparato al solo fine di mettere in fuga i malviventi, ma di non aver colpito nessuno. In realtà un colpo avrebbe ferito inavvertitamente un componente del gruppo di soli 16 anni. Alle 19.40, infatti, un ragazzino di origini albanesi è stato lasciato davanti all’ospedale Gemelli di Roma con una ferita da arma da fuoco all’addome. Il ragazzo è stato trasportato in terapia intensiva ed operato: alcune schegge d’osso gli avevano perforato l’intestino. L’intervento sembrerebbe essere andato per il meglio ed il 16enne ora cosciente avrebbe raccontato di essere stato colpito durante il tentato furto.

L’auto utilizzata per fuggire da Monterotondo e per trasportare il 16enne in ospedale sembrerebbe essere stata noleggiata con documenti probabilmente falsi. Ora la Procura di Roma ha aperto un’indagine per tentato omicidio contro ignoti, mentre la Procura di Tivoli, competente per Monterotondo una per tentato furto. Per ora il giovane Andrea non è indagato.

Le parole di Andrea Pulone: “Il mio primo pensiero è stato per la mia ragazza

Andrea dopo aver sentito i rumori provenienti dal piano inferiore dell’abitazione in cui si trovava con la sua fidanzata le ha detto di non scendere, avendo capito che in casa si era introdotta più di una persona. Il giovane ha impugnato la sua Glock regolarmente detenuta e si è precipitato al piano terra dove ha trovato i tre malviventi. Il 29enne racconta: “Ho detto loro di andarsene, ho fatto capire che ero armato. Loro però non si sono mossi. Sono stato costretto a sparare, ma volevo solo spaventarli, fare in modo che se ne andassero. Pensavo di avere colpito solo la libreria, quando ho visto che andavano via, ho pensato che tutto finisse lì. Ero convinto di non avere colpito nessuno“. Quanto raccontato da Andrea, sembrerebbe aver trovato riscontro anche a seguito delle indagini svolte dalla scientifica del Nucleo investigativo arrivati da Ostia: non sono state, infatti, trovate tracce di sangue all’interno dell’ abitazione, ma solo fuori, sulla strada. Forse gli abiti del giovane albanese hanno trattenuto il sangue, e neanche i complici hanno compreso la gravità delle condizioni del ragazzino. Andrea Pulone prosegue nel suo racconto: “Io ho subito chiamato il 112 e ho spiegato che i ladri erano entrati in casa mia. Ma ero convinto che nessuno fosse rimasto ferito, per questo ho detto che non aveva colpito i ladri“. I carabinieri e la magistratura stanno verificando tutti i dettagli, ma non sembrerebbero esserci molti dubbi: il ragazzino albanese è stato colpito all’addome e quindi Andrea non avrebbe sparato mentre stavano fuggendo. Ora si stanno visionando tutte le telecamere lungo il possibile percorso dell’auto all’interno di Monterotondo.

Matteo Salvini: il primo caso di legittima difesa dopo le modifiche

Sulla vicenda si è espresso anche il vice Premier Matteo Salvini, il quale ha parlato del primo caso di legittima difesa post modifiche. “Sembra che ieri notte ci sia stato il primo episodio di legittima difesa, in provincia di Roma –dice il leader della Lega– pare che il 16enne albanese scaricato davanti al policlinico Gemelli con ferite d’arma da fuoco facesse parte di un gruppo di rapinatori. Mi è stato chiesto se mi dispiace. Ho risposto che se non avesse fatto il rapinatore starebbe bene a guardare Ballando con le Stelle“.

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