Valtteri Bottas stringe la mano a Sebastian Vettel al termine del GP dell'Azerbaigian di F1 2019 (Foto Mercedes)
Valtteri Bottas stringe la mano a Sebastian Vettel al termine del GP dell’Azerbaigian di F1 2019 (Foto Mercedes)

F1 | Chi l’avrebbe detto: Valtteri Bottas è l’ultima speranza per la Ferrari

Più per demeriti altrui che per meriti suoi, la Mercedes ha inanellato la partenza di campionato più straordinaria in tutta la storia della Formula 1. Nessun’altra squadra, dalla nascita del Mondiale ad oggi, era mai riuscita a conquistare quattro doppiette consecutive in altrettanti Gran Premi in avvio di stagione: né l’imbattibile Williams del 1992, né la dominante Ferrari dei sei titoli costruttori consecutivi nell’era Schumacher (un altro record che il team anglo-tedesco sembra pronto ad eguagliare quest’anno). I confronti tra le epoche sono sempre materia di dibattito, ma i numeri dicono che questa Freccia d’argento è la scuderia più trionfante di tutti i tempi. E questo è un dato di fatto.

Di fronte a questo monopolio, la cui entità neppure i tifosi di Stoccarda più ottimisti avrebbero mai potuto pronosticare, la Ferrari si ritrova a leccarsi le ferite, ma anche a riconoscere di essere perfino fortunata. La classifica piloti si sarebbe potuta mettere già molto peggio di così, infatti, se la Mercedes avesse adottato una gestione dei suoi due portacolori analoga a quella di Maranello: con una chiara distinzione tra la prima e la seconda guida. Se Lewis Hamilton fosse stato sistematicamente favorito dagli ordini di scuderia, oggi in campionato avrebbe già accumulato un margine virtualmente incolmabile. Invece la Stella a tre punte ha lasciato che i suoi alfieri lottassero liberamente (del resto, se lo può permettere), con il risultato che il gregario Valtteri Bottas ha strappato due vittorie al suo capitano, rubandogli punti preziosi in graduatoria. Sembra incredibile da dire, ma mentre Sebastian Vettel e Charles Leclerc rimangono a bocca asciutta di successi, le uniche speranze per la Rossa di frenare la fuga di Hamilton, limitare il monologo del cinque volte iridato e poter restare in corsa per il Mondiale sembrano affidate proprio al rivale finlandese.

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Tenete d’occhio Valtteri Bottas

Molto è già stato scritto sulla svolta caratteriale operata da Bottas al via di questa stagione, da quando si è presentato sulla griglia di partenza del primo Gran Premio stagionale munito di un’inedita barba. In Australia e qui in Azerbaigian ha letteralmente annichilito la concorrenza, sfruttando poi questi momenti positivi per dare una scossa positiva al suo morale che nella passata stagione aveva decisamente difettato. Quando invece ha commesso degli errori, come due settimane fa in Cina alla partenza, ne ha approfittato per imparare delle importanti lezioni. Lo ha dimostrato proprio oggi a Baku, evitando di ripetere lo scatto balbettante di Shanghai, e al contrario tenendo duro all’esterno della curva 1, per poi approfittare dell’incrocio di traiettorie e rimanere davanti al suo compagno di squadra alla successiva piega.

Quello è stato anche l’unico duello in cui Valtteri si è dovuto misurare durante la corsa: da lì in poi si è costruito un margine rassicurante che si è limitato ad amministrare fino alla bandiera a scacchi. C’è da ammettere che Hamilton è sembrato accontentarsi del secondo posto, senza impegnarsi troppo nel tentativo di rimonta, ma l’anglo-caraibico farebbe bene a non sottovalutare il proprio vicino di box. Il Mondiale 2016 gli ha già insegnato come, prendendo sotto gamba a inizio stagione il proprio diretto rivale (allora si chiamava Nico Rosberg), Lewis corre il rischio di mettersi da solo nella scomoda posizione di inseguitore, di essere costretto a rincorrere disperatamente, e perfino di aprire qualche crepa nella sua granitica fiducia in se stesso. Valtteri Bottas ha il talento per approfittarne: e ora, anche se solo di un punto, è anche tornato in testa al campionato.

Fabrizio Corgnati