La pista di Baku che ospita il GP dell'Azerbaigian di F1 2019 (Foto Pirelli)
La pista di Baku che ospita il GP dell’Azerbaigian di F1 2019 (Foto Pirelli)

F1 | Una farsa vergognosa: prove libere della F1 tutte da ridere (o da piangere)

Se non fosse stato tutto tremendamente pericoloso, ci verrebbe quasi da ridere, visto che le scene a cui abbiamo assistito oggi nel venerdì di Baku, più che ad un Gran Premio di Formula 1, sembravano appartenere ad una vecchia puntata in bianco e nero di “Oggi le comiche”. È cominciato tutto dopo appena tredici minuti della prima sessione di prove libere, quando la Ferrari di Charles Leclerc è passata sopra ad uno dei trecento tombini disseminati sul tracciato, sollevandolo. Dietro di lui è sopraggiunta la Williams di George Russell che, incolpevole, è stato preso in pieno, distruggendo il fondo vettura.

Poteva andare peggio, sia per il pilota che per la macchina: fino a qualche gara fa la scuderia di Grove era in pesante crisi per la mancanza di pezzi di ricambio. Certo che il danno è ingente: si parla di una cifra intorno ai 400 mila euro, che ovviamente stavolta verranno messi in conto al circuito. Non è nemmeno la prima volta in cui si verifica un episodio del genere: a Sepang nel 2017 un tombino rotto mandò in pezzi la gomma della Haas di Romain Grosjean, e una situazione simile si verificò anche a Montecarlo l’anno passato.

Ma quel che ne è seguito, stavolta, è stato ancor più ridicolo. La Williams distrutta di Russell è stata caricata sul solito carro attrezzi per essere riportata ai box, ma l’autista non si è accorto che il braccio sporgente del suo camion era troppo alto per passare sotto ad uno dei cavalcavia della pista. Risultato: un altro schianto, con tutto il fluido idraulico che si è riversato sulla povera monoposto.

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Le gaffe dei commissari di F1 a Baku

Cancellato completamente tutto il resto del primo turno di prove, la F1 è così tornata in pista nel pomeriggio per la seconda sessione, e anche stavolta i commissari di percorso hanno trovato il loro modo per farsi notare. In questo caso è toccato a Lance Stroll, finito fuori pista con la sua Racing Point alla curva 2. Visto il precedente poco rassicurante con il camion di soccorso, stavolta si è pensato bene di caricare la vettura su un semplice carro attrezzi senza braccio sporgente, utilizzando una gru fissa presente a lato della pista. Tutto bene, se non fosse che una volta rientrato ai box, il carro attrezzi non aveva più modo di ridepositare la monoposto nel suo garage. Ai meccanici del team non è rimasto che guardare attoniti l’autista per un buon minuto d’orologio, prima che questo si accorgesse del problema e si portasse all’ingresso dei box, dove si trovava un’altra gru.

Come se tutto questo non bastasse, in Formula 2 i marshall hanno toccato l’apice della loro goffaggine. Spingendo la Prema di Sean Gelael, per farla ripartire dopo che era rimasta ferma a lato della pista, gli addetti si sono dimenticati di togliersi da sotto le ruote quando la macchina si è riaccesa, finendo dunque travolti come dei birilli (fortunatamente ne sono usciti incolumi). Insomma, un trionfo di malintesi, errori e scarsa pianificazione, che ha trasformato la prima giornata del Gran Premio dell’Azerbaigian in un’autentica farsa. Cresce la nostalgia per il povero Charlie Whiting, lo scomparso ex direttore di gara, il quale, dall’alto della sua esperienza, non avrebbe mai consentito che si verificassero disavventure simili (ne siamo certi). Ma viene anche da chiedersi se nazioni così piccole, sperdute e prive di tradizione motoristica come quella azera siano davvero pronte per ospitare un evento sportivo di questa portata. Anche se sborsano fiumi di milioni nelle casse degli organizzatori della Formula 1

Fabrizio Corgnati