La Ferrari di Charles Leclerc in pista nelle prove libere del GP dell'Azerbaigian di F1 2019 (Foto Pirelli)
La Ferrari di Charles Leclerc in pista nelle prove libere del GP dell’Azerbaigian di F1 2019 (Foto Pirelli)

F1 | Stavolta Leclerc può farcela. Alla faccia degli ordini di scuderia Ferrari

Un venerdì di prove libere del Gran Premio dell’Azerbaigian così assurdo e farsesco ci consente di tirare ben poche somme. Da una giornata in cui la prima sessione è durata appena 13 minuti e la seconda è stata interrotta da ben due bandiere rosse è difficile far emergere i valori in campo tra le varie squadre. Nessuna delle quali del resto è riuscita, per ovvi motivi di tempo, a completare i suoi programmi di test previsti.

Eppure qualche valutazione sui tempi che abbiamo visto in pista a Baku, specialmente nel pomeriggio, possiamo sicuramente azzardarla. E, dobbiamo dirlo, sono tutte valutazioni estremamente positive per la Ferrari. La Rossa ha ottenuto i migliori riscontri cronometrici del giorno: Charles Leclerc ha staccato un 1:42.872, staccando di ben tre decimi il suo compagno di squadra Sebastian Vettel e di oltre sei il primo degli inseguitori, Lewis Hamilton con la sua Mercedes. C’è da dire che il ferrarista tedesco ha ancora del margine: nel primo giro della sua simulazione di qualifica non è sembrato riuscire a trovare il giusto ritmo e questo inconveniente lo ha mandato fuori fase anche per il resto del suo tentativo.

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Ferrari più veloce della Mercedes

Ma, a parte i balbettii di Seb, per il resto il confronto di prestazioni tra Ferrari e Mercedes è presto fatto: i due top team hanno fatto segnare i loro migliori tempi nello stesso momento della sessione (a differenza di Max Verstappen, quarto, sceso in pista leggermente più tardi) e quindi i distacchi sembrano autentici. La SF90, un po’ per via degli sviluppi aerodinamici introdotti proprio in questo fine settimana, un po’ per via della sua predilezione per i lunghi rettilinei e le staccate secche, si adatta alla perfezione al circuito cittadino azero, e sul giro secco non pare avere rivali.

Più complicata è l’analisi delle simulazioni di gara, divise a metà dall’incidente di Daniil Kvyat. Pare che la Freccia d’argento, sul passo, sia più vicina al Cavallino rampante, ma nemmeno questo dato dovrebbe preoccupare Maranello più di tanto. Se in qualifica non combinerà pasticci, la pole position sembra decisamente alla sua portata, e su un tracciato del genere partire davanti a tutti è un bel vantaggio. E anche se alla partenza dovesse capitare qualcosa, c’è sempre l’arma segreta da sfoderare: la superiore velocità di punta sul dritto, unita al gioco delle scie e dell’ala posteriore mobile, che potrebbe consentire di recuperare le posizioni perse con relativa facilità.

Charles Leclerc pressoché imbattibile

Alla superiorità tecnica della Ferrari si unisce poi quella di guida del suo baby fenomeno Leclerc. Si è capito che le curve lente e le successive riaccelerazioni da trazione riesce a interpretarle come pochi altri in assoluto. In Azerbaigian, poi, un’ulteriore spinta arriva dai suoi ricordi del passato: il weekend dominato in Formula 2 pochi giorni dopo la tragica morte di papà Hervé, e i primi punti in F1 conquistati nella scorsa edizione. Da queste parti, Charles sembra davvero difficile da battere, e potrebbe avere le migliori chance per puntare alla sua prima vittoria nel Mondiale. Ordini di scuderia permettendo, s’intende.

Fabrizio Corgnati