Ma quale sottotono, un Dovizioso così non lo si era mai visto

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Andrea Dovizioso (Getty Images)

MotoGP | Ma quale sottotono, un Dovizioso così non lo si era mai visto

Capita di aprire un giornale e ti ritrovi il titolone su Valentino Rossi che a 40 anni vola ancora sulla sua Yamaha, ti butti sul web e leggi che il favorito per il titolo resta, forse a giusta ragione, Marc Marquez. Accendi poi la TV e senti qualche mugugno su Andrea Dovizioso reo di aver sofferto nelle ultime due gare. A quel punto vai su Wikipedia a cercare la classifica iridata 2019 e ti accorgi che oggi, 19 aprile 2019, in testa al Mondiale c’è proprio il caro Andrea.

Forse fa parte del suo destino, eppure il rider della Rossa si ritrova nuovamente agli occhi di tanti addetti ai lavori indietro nella corsa al titolo. La miopia del momento non permette a qualcuno di guardare più in là del singolo risultato e concentrarsi così su una visione d’insieme che ci dice che noi, un Dovizioso così, raramente lo abbiamo visto.

Per carità Marquez resta effettivamente il favorito per il titolo, non fosse altro che è padrone di questo campionato da troppi anni per non piazzarlo lì in alto e Rossi effettivamente se tiene questo stato di forma e comincia a vincere qualche gara, in un campionato più livellato tipo quello del 2006, potrebbe pure sognare. La realtà però ci dice che Andrea Dovizioso oggi è lì, in testa, non certo per casualità.

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I numeri sono dalla parte del Dovi

Stiamo parlando in fondo dell’unico pilota che è riuscito seriamente a mettere in difficoltà Marquez, l’unico che lo ha battuto in pista più volte nel corpo a corpo. A sorridere all’alfiere della Rossa poi ci pensa anche l’aritmetica.

Per chi vedesse ancora un Dovizioso in affanno basta far presente, infatti, che in questo 2019 sinora sono già 54 i punti ottenuti, la sua seconda miglior partenza in 12 anni di MotoGP dopo i 60 punti del 2015 dove però il caro Dovi non riuscì a vincere nemmeno una gara, ma portò a casa solo, si fa per dire, tre secondi posti. Se estendiamo il discorso all’intera sua carriera poi solo in un’altra annata troviamo uno scatto migliore ad inizio stagione e stiamo parlando del magico 2004 dove DesmoDovi portò a casa a fine anno il titolo Mondiale in 125. In quel frangente l’italiano mise in cascina 63 punti nelle prime tre gare.

Lasciando i numeri e soffermandoci sulla pista, questa ci racconta di una Ducati in grande forma e di un Dovizioso altrettanto in palla. Pista come quella di Austin o quella argentina non sono mai andate giù sia al pilota italiano che alla moto di Borgo Panigale, quindi è decisamente importantissimo essere usciti da due tracciati, sulla carta sfavorevoli, addirittura con la testa del Mondiale in tasca.

Andrea magari non è il favorito numero uno per questo titolo, ma se fa la differenza sulle sue piste e continua ad avere questo tipo di continuità su circuiti a lui poco congeniali, siamo certi che darà molto fastidio nella corsa alla corona iridata. Forse però è meglio così, meglio lasciare i titoli e gli elogi agli altri, Andrea però c’è e non è mai stato così forte, sono tutti avvisati.

Antonio Russo