Caso Roberta Ragusa: spuntano due oggetti sospetti

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Roberta Ragusa
Roberta Ragusa (Foto dal web)

Sul gruppo Giornalismo investigativo del giornalista de Il Corriere della Sera Fabrizio Peronaci si è parlato di due strani oggetti nel luogo dove potrebbe essere stato occultato il cadavere di Roberta Ragusa.

Si continua a parlare del caso relativo alla scomparsa di Roberta Ragusa, l’imprenditrice 44enne di cui si sono perse le tracce nella notte tra il 12 ed il 13 gennaio 2012 a Gello, frazione di San Giuliano Terme (Pisa). A sette anni di distanza non si hanno notizie di Roberta e per il suo omicidio è stato condannato sia in primo grado che in appello a 20 anni di reclusione il marito Antonio Logli con l’accusa di omicidio volontario e distruzione di cadavere. Il 10 luglio la Corte di Cassazione si esprimerà in merito per porre fine alla vicenda. Nonostante le ricerche ed il processo il corpo di Roberta non è stato mai ritrovato impedendo di verificare anche con quale arma possa essere stata uccisa. Qualche giorno fa sul gruppo Facebook Giornalismo investigativo del giornalista de Il Corriere della Sera Fabrizio Peronaci si è parlato di due strani oggetti in merito al giallo.

Caso Roberta Ragusa: due oggetti sul luogo dove potrebbe essere stato occultato il cadavere della donna

Sono passati oltre sette anni dalla sera del 12 gennaio 2012, quando da Gello, una frazione di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa, scompariva Roberta Ragusa. Un giallo di cui si è parlato e si continua a parlare molto dato che l’imprenditrice, madre di due figli, non è mai stata ritrovata e per il suo omicidio è stato condannato in primo ed in secondo grado il marito Antonio Logli. L’uomo, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe ucciso la moglie e fatto sparire il suo cadavere al culmine di una lite nata per la scoperta da parte di Roberta della relazione extraconiugale tra Logli e la babysitter Sara Calzolaio, adesso sua attuale compagna. Queste le ragioni che hanno portato il Tribunale di Pisa ad emettere una sentenza di condanna a 20 anni di reclusione per Logli, pena confermata anche dalla Corte d’assise d’appello di Firenze. Per i giudici il delitto sarebbe stato compiuto per motivi economici e non passionali e nelle motivazioni della sentenza si legge: “la coppia Logli-Ragusa versava da tempo in irreversibile stato di crisi matrimoniale a causa della protratta relazione del marito (con Sara, ndr)” e “gli interessi economici dei coniugi erano strettamente intrecciati e non facilmente districabili vista la partecipazione in forma societaria all’attività di famiglia alla cui conduzione la Ragusa era principalmente dedita“. Secondo alcune testimonianze Roberta: “aveva preso – si legge nelle motivazioni della sentenza- in considerazione l’ipotesi della separazione” che “era avversata dal Logli che ne temeva i contraccolpi economici nonostante fosse pressato anche dall’amante“.

Il punto chiave di questo mistero è sicuramente legato al mancato ritrovamento del corpo e nelle ultime settimane sono emerse nuove ipotesi su dove possa essere stato occultato il cadavere della donna. Nel gruppo Facebook Giornalismo investigativo del giornalista de Il Corriere della Sera Fabrizio Peronaci si è ipotizzato che i resti della donna possano essere stati gettati all’interno di un pozzo ubicato all’interno della tenuta Malenotti, vicina a casa Logli e di proprietà del regista Maleno Malenotti sequestrato nel 1976 e mai più ritrovato. Adesso nello stesso gruppo Facebook di Peronaci in un post di qualche giorno fa è emerso un altro possibile tassello del giallo legato alla scomparsa di Roberta. Nello specifico si tratterebbe di due oggetti presenti all’interno della tenuta Malenotti, luogo potrebbe essere stato occultato il cadavere: una borchia di un’auto di grossa cilindrata ed un bidone azzurro di grosse dimensioni. “Nei pressi del pozzo – si legge nel post del gruppo Facebook- individuato all’interno della tenuta Malenotti, a neanche un chilometro dalla casa in cui Roberta sparì, nelle ultime ore sono stati infatti individuati due oggetti sospetti. Si tratta della borchia di un’auto di grossa cilindrata, spaccata a metà e parzialmente sotterrata, e di un grosso bidone azzurro. La scoperta è stata segnalata a questo Gruppo di Giornalismo Investigativo ed è corredata da alcune fotografie e un video, che come sempre mettiamo a disposizione delle autorità inquirenti“. Il lungo messaggio prosegue parlando dell’intervista di Logli al programma Mediaset Quarto Grado di qualche settimana fa: “In un filmato realizzato dai colleghi di Mediaset, il marito di Roberta, condannato in primo e secondo grado per l’omicidio, passando in auto nei pressi della tenuta dà la sensazione di irrigidirsi, come se si imponesse di non guardare sulla destra. E adesso spuntano i due nuovi oggetti nel giallo mai risolto da quella maledetta notte del 13 gennaio 2012. Portandosi dietro almeno due interrogativi. Primo: qualcuno è in grado di riconoscere l’auto che utilizza quel genere di borchia, semi-sotterrata nel viale sterrato che conduce alla tenuta? Secondo: il grande bidone azzurro abbandonato poco distante che genere di liquidi contiene o ha contenuto? Dal colore alquanto nitido e poco sbiadito, non pare possa essere lì da molto, ma solo un esame più attento potrebbe dissipare i dubbi“. “Questo Gruppo di G.I. – si conclude- in linea con il forte desiderio di giustizia che anima i quasi 4 mila iscritti, conferma l’auspicio che ogni tentativo venga fatto e ogni verifica compiuta per dare verità e giustizia a Roberta Ragusa“. Corredate al messaggio, nel post ci sono anche le foto degli oggetti menzionati ed il video in cui si mostra come individuare il pozzo in questione.

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