Orrore in un capannone: la sconvolgente scoperta dei carabinieri

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Carabinieri
Carabinieri (foto dal web)

Durante un intervento in un capannone a Scurelle (Trento) i carabinieri hanno fatto una macabra scoperta. All’interno dello stabile erano ammassate decine di bare contenenti resti umani.

I carabinieri sono intervenuti ieri a mezzogiorno presso un capannone a Scurelle, piccolo comune in provincia di Trento, dopo una segnalazione anonima. Quello che si sono trovati davanti i militari dell’Arma sembrava essere il set di un film dell’orrore. Nel capannone erano ammassate bare contenenti i resti umani di persone scomparse da decenni che erano destinate alla cremazione. Le indagini dei carabinieri del Noe hanno fatto emergere una modalità di smaltimento delle salme non idoneo rispetto a quanto previsto dalla legge. A mettere in pratica tale modalità, come riportato dalla stampa locale, sarebbe stata una cooperativa sociale dell’Alta Valsugana ed i reati adesso ipotizzati sono vilipendio di cadavere e gestione illecita di rifiuti.

Carabinieri ritrovano una trentina di bare ammassate in un capannone

Nella tarda mattinata di ieri i carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) di Trento hanno effettuato un blitz all’interno di un capannone di Scurelle (Trento) a seguito di una segnalazione anonima. Agli occhi dei militari dell’Arma che hanno fatto irruzione si è presentata una scena raccapricciante: 27 bare, che contenevano resti umani di persone decedute molti anni fa e provenienti da diversi cimiteri del Veneto, erano ammassate tra i detriti e la polvere. A supporto dei carabinieri sono intervenuti anche i vigili del fuoco e la Polizia Locale e sul luogo del ritrovamento è arrivato anche il sindaco di Scurelle Fulvio Ropelato. Nel mirino degli inquirenti che stanno svolgendo le indagini, coordinati dalla procura della Repubblica di Trento, c’è una cooperativa del luogo che sarebbe autorizzata al trasporto delle bare per la cremazione, ma non alla loro apertura. Come riportato dalla stampa locale, secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, ancora del tutto da verificare, le bare venivano aperte e dal loro interno tolto lo zinco, mentre i cadaveri venivano riposti all’interno di sacchi di nylon per poi essere trasportati ai forni crematori e il legno delle casse smaltito nei centri della zona, il tutto per ottenere un vantaggio economico. I reati contestati dalla Procura sarebbero, quindi, vilipendio di cadavere e gestione illecita di rifiuti, dato che per lo smaltimento dei cadaveri e delle bare vi è una disciplina specifica che elenca i criteri e le modalità. Secondo gli inquirenti circa 300 bare sarebbero state fatte transitare dal capannone negli ultimi mesi.