Carabinieri
Carabinieri (foto dal web)

Samira Sbiaa è una donna di origini marocchine scomparsa misteriosamente nell’aprile del 2002. I carabinieri, grazie all’aiuto dei cani molecolari, hanno probabilmente ritrovato i suoi resti seppelliti nel giardino della casa di via Petrarca a Settimo Torinese dove viveva con il marito.

Era scomparsa nel nulla Samira Sbiaa, donna 32enne di origini marocchine, nell’aprile del 2002. La giovane faceva la casalinga e viveva insieme al marito Salvatore Caruso, ora indagato per omicidio. In questi lunghissimi 17 anni nessuno ha mai presentato la denuncia di scomparsa alle autorità italiane: ad occuparsi del caso di Samira è stara la sua famiglia d’origine direttamente dal Marocco. I parenti della vittima, infatti, si sono rivolti ad un’associazione che si occupa del ritrovamento di persone scomparse, la quale a sua volta ha chiamato in causa la nota trasmissione Chi l’ha visto? condotta da Federica Sciarelli. Grazie a questa catena di interessamento, forse, sono stati ritrovati i resti della povera donna.

Ritrovamento in giardino: i cani hanno fiutato qualcosa

Le ossa ritrovate erano sepolte nel giardino della casa di Via Petrarca a Settimo Torinese, dove Samira ha vissuto fino al giorno della sua scomparsa in compagnia del marito. Le indagini degli inquirenti si sono concentrate sin da subito sull’uomo, Salvatore Caruso, 68 anni ex guardia giurata. I carabinieri del Sis, la sezione investigazioni scientifiche, del Comando provinciale dei carabinieri di Torino coadiuvati dal determinante lavoro dei cani molecolari, sono riusciti a rinvenire, nel giardino della sua abitazione, dei resti probabilmente umani. A circa un metro e mezzo di profondità, infatti, gli investigatori hanno trovato sepolti dei piatti e delle stoviglie, degli oggetti di varia natura ma, soprattutto, una scarpa da donna e numerose ossa.

Il procuratore capo d’Ivrea, Giuseppe Ferrando, ha dichiarato: “Ci sono numerosi frammenti, ma non possiamo dire con certezza se si tratti di ossa umane. Serve molta cautela, daremo subito mandato al laboratorio di Orbassano (Torino) di effettuare l’esame del Dna. Se l’esame risultasse positivo preleveremo i campioni anche ai parenti di Samira: il fratello che vive in Francia e la sorella in Marocco”. Intanto, sembra che le ossa ritrovate possano essere riconducibili ad una testa di femore e ad uno sterno. Le indagini proseguono, tuttavia, stando a quanto sostenuto dal medico legale, da una prima indagine quelle ossa potrebbero risalire proprio a inizio anni 2000, quando Samira sparì.

Leggi anche —> Samira Sbiaa, scomparsa 17 anni fa: la svolta nelle indagini