Bullismo
(foto dal web)

In una scuola di Ferrara un ragazzino rivolgendosi contro un compagno di religione ebraica ha rivolto nei suoi confronti una terribile frase antisemita. L’episodio è stato denunciato dalla madre a cui il ragazzino ha raccontato tutto.

Un incredibile episodio di bullismo si è verificato in una scuola di Ferrara, dove due bambini hanno preso di mira un coetaneo di religione ebraica. Secondo quanto raccontato dalla redazione de Il Resto del Carlino, i due studenti di 11 anni hanno prima bullizzato il compagno e poi uno di loro lo avrebbe afferrato per il collo e gli avrebbe rivolto una terribile frase: “Quando saremo grandi faremo riaprire Auschwitz e vi ficcheremo tutti nei forni, ebrei di…“. La povera vittima una volta rientrata a casa ha raccontato tutto ai genitori i quali si sono recati presso l’istituto scolastico per chiedere spiegazioni e denunciare l’episodio.

Episodio di bullismo a scuola: preso di mira bambino di religione ebrea

Quando saremo grandi faremo riaprire Auschwitz e vi ficcheremo tutti nei forni, ebrei di…“. Parole agghiaccianti, rese ancor più terribili dal fatto di essere state pronunciate da un bambino di 11 anni verso un coetaneo di religione ebraica. Questo è quanto accaduto ad un povero bambino preso di mira da alcuni compagni e bullizzato, anche fisicamente, in un istituto secondario di primo grado di Ferrara. A denunciare l’episodio è stata la madre a cui il ragazzino ha raccontato tutto una volta rientrato a casa. “È inaccettabile -ha affermato la donna che si è rivolta alla comunità ebraica- che accadano simili episodi. Non si può far passare sotto silenzio questo chiaro segnale di antisemitismo strisciante“. La dirigente scolastica della scuola in questione ha commentato l’episodio spiegando: “So che la questione – riporta Il Resto del Carlinoè già stata affrontata all’interno della classe tra docenti e studenti. Peraltro, il ragazzino responsabile dell’aggressione, una volta scoperto, si è scusato e ha promesso che non farà mai più cose simili. Ho in programma di convocare un consiglio di classe straordinario per capire meglio, anche con i professori, quello che è accaduto“. “La scuola – conclude la dirigente- da sempre è attiva nell’organizzare iniziative legate al Giorno della Memoria e, in tanti anni che presiedo questo istituto, è il primo caso di questa portata che mi trovo ad affrontare. Il caso va preso con la giusta serietà, senza essere sminuito, ma che deve essere trattato con il massimo della cautela e della discrezione“.

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