La Mercedes di Lewis Hamilton davanti alla Ferrari di Sebastian Vettel nel GP di Cina di F1 2019 (Foto Mercedes)
La Mercedes di Lewis Hamilton davanti alla Ferrari di Sebastian Vettel nel GP di Cina di F1 2019 (Foto Mercedes)

F1 | Ferrari in crisi? Invece la Mercedes diventa sempre più forte

La vera protagonista (anche se in negativo) di questo inizio di Mondiale di F1 2019 è stata la Ferrari. Tutti i riflettori sono stati puntati su di lei: sui suoi alti e bassi prestazionali, sui suoi errori strategici, sui suoi problemi di affidabilità, sui suoi ordini di scuderia discutibili. Tutta questa attenzione riservata alla Rossa ha rischiato di far passare in secondo piano la vera vincitrice della prima parte della stagione: la Mercedes. Che, con le sue tre doppiette in altrettante gare, ha centrato il miglior avvio di campionato da ben ventisette anni a questa parte: l’ultima (ma anche l’unica) a riuscirci fu la Williams del 1992, quella imbattibile di Nigel Mansell e Riccardo Patrese. Il loro vantaggio in classifica costruttori è di addirittura 57 punti; quello di Hamilton su Vettel in classifica piloti già di 31 lunghezze, che l’anno scorso raggiunse solo al 15° GP a Singapore.

Già questi numeri basterebbero da soli a rendere merito ai campioni del mondo in carica, ma c’è di più. La vera impresa compiuta dalla Freccia d’argento, sulla quale questo inverno nessun addetto ai lavori avrebbe scommesso, è stata quella di dominare incontrastata pur avendo una macchina inferiore in molte delle condizioni. È vero, nel trionfo del Bahrein la Mercedes ha approfittato di una buona dose di fortuna, ma non è stato tutto merito della buona sorte. Le tre doppiette della Stella a tre punte sono state soprattutto una dimostrazione incontrovertibile del suo principale segreto vincente: la perfetta preparazione ed esecuzione in gara.

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Mercedes, semplicemente perfetta

L’ennesima prova è arrivata proprio domenica scorsa nel Gran Premio di Cina. La W10 si è confermata nettamente la macchina più veloce nel corso di tutto il weekend di gara, ma questo non le ha impedito di finire sotto pressione. In particolare al momento del secondo pit stop, quando la Ferrari ha ritardato la sosta di Charles Leclerc per fargli fare da tappo nei confronti di Lewis Hamilton e Valtteri Bottas e agevolare la rimonta di Sebastian Vettel. Questa, almeno, era l’intenzione del muretto rosso, perché in realtà la Mercedes ha risposto con una mossa spettacolare, tanto rischiosa quanto azzeccatissima: un doppio pit stop allo stesso giro, realizzato con maestria impeccabile da parte dei meccanici anglo-tedeschi.

Il risultato è stato uno schiaffo morale al tentativo della Ferrari, uno scacco matto ancor più bruciante dell’ordine d’arrivo della corsa. Ma anche un efficace promemoria del vero punto di forza della corazzata teutonica: quello che le ha permesso di costruire il suo dominio sulla Formula 1 e di mantenerlo per cinque anni consecutivi. Perché, nonostante la loro bacheca sia già piena di trofei, a Stoccarda e a Brackley non mostrano alcun segno di appagamento, non hanno perso una briciola della loro concentrazione e dedizione. E a Maranello dovranno fare molto meglio di così, se vorranno ribaltare la situazione.

Fabrizio Corgnati