Valentino Rossi impenna la Yamaha per festeggiare il secondo posto nel GP di Austin di MotoGP 2019 (Foto MotoGP)
Valentino Rossi impenna la Yamaha per festeggiare il secondo posto nel GP di Austin di MotoGP 2019 (Foto MotoGP)

MotoGP | Marquez si butta via, Valentino Rossi e Dovizioso padroni della MotoGP

Ad Austin, anche quest’anno, non c’era proprio nessuno in grado di battere Marc Marquez in pista. Questo settimo successo consecutivo nel Gran Premio delle Americhe poteva solo buttarlo al vento lui: ed è proprio quello che è accaduto. Al nono giro, alla curva 12: un leggero lungo, un sobbalzo, poi una caduta al rallentatore, e un comico quanto vano tentativo di risollevare la moto. La possibile, ennesima cavalcata trionfale del Cabroncito si conclude così, per terra. E l’impressione è che la colpa vada divisa a metà tra il pilota, che dall’alto degli oltre tre secondi di vantaggio già accumulati poteva e doveva permettersi di amministrare, e la Honda, affetta da problemi elettronici nelle marce basse. Non è un caso, ha ammesso lo stesso Marquez, se anche Cal Crutchlow è scivolato poco prima di lui e Jorge Lorenzo è incappato in nuovi guai.

Per le disamine sull’accaduto, comunque, ci sarà tempo: ora quello che conta è il risultato. E così, assente il vecchio sceriffo del Texas, il suo posto è stato preso da un sorprendente ragazzino in sella alla sua moto outsider: Alex Rins con la Suzuki. Un’accoppiata ormai matura al punto giusto per cogliere la loro prima vittoria: il mezzo ne aveva di più, ma il pilota non ha sbagliato nulla, anzi ha gestito la difficile battaglia finale con una lucidità da veterano. Da qui in avanti, la squadra di Hamamatsu può andare solo a crescere.

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Valentino Rossi e Dovizioso: gli italiani ringraziano

E poi c’è Valentino Rossi. Un pizzico di rammarico per non aver colto l’occasione di tornare alla vittoria è inevitabile, ma viene nettamente superato dal frastuono degli applausi meritati, per l’ennesima dimostrazione di classe e di mestiere sopraffini da parte del fenomeno di Tavullia. La sua Yamaha non era perfetta, anzi aveva qualche difficoltà sul finale specialmente in frenata, ma lui, pure stavolta, l’ha guidata come nessun altro ha saputo fare, provando anche a risparmiare le gomme per la sua consueta volata e ad assestare qualche colpo di esperienza sul finale. Rins non gliel’ha concesso, ma lui è riuscito comunque a portare a casa il secondo posto per la seconda volta consecutiva. E ora è secondo anche in campionato, a soli tre punti dalla vetta: alla faccia dei 40 anni suonati e dei timori del pre-campionato.

Là davanti a tutti, in compenso, è tornato Andrea Dovizioso, l’altro vincitore morale del Gran Premio delle Americhe. La sua Ducati non era sul terreno preferito, lui aveva commesso qualche errore di troppo al venerdì e al sabato, eppure non si è innervosito, anzi ha fatto valere i suoi proverbiali pragmatismo e concretezza. È risalito fino al quarto posto, conquistando punti che valgono oro, specialmente perché adesso arriveranno altri circuiti molto più favorevoli al suo pacchetto tecnico. I campionati si vincono soprattutto limitando al meglio i danni nelle giornate storte: Desmodovi oggi è riuscito a fare esattamente questo. Insomma, ha dimostrato di essere un pilota pronto per il titolo mondiale.

Fabrizio Corgnati