Vincenzo di Gennaro e la compagna Stefania
Vincenzo di Gennaro e la compagna Stefania (foto dal web)

Le parole dei familiari del maresciallo dei carabinieri ucciso a Cagnano Varano (Foggia) in una sparatoria sabato mattina. A parlare con i giornalisti nell’appartamento di San Severo, comune d’origine della vittima, sono il padre e la compagna di Vincenzo Di Gennaro.

La tragedia di Cagnano Varano, il comune in provincia di Foggia, dove un uomo ha sparato contro due carabinieri ha sconvolto l’Italia intera. Nella sparatoria di sabato mattina è morto il maresciallo Vincenzo Di Gennaro, 47 anni, mentre il collega Pasquale Casertano, 23 anni è rimasto ferito. All’indomani del drammatico episodio hanno parlato con i giornalisti il padre e la fidanzata della vittima affranti per il dolore della scomparsa di Vincenzo.

Il padre del maresciallo ucciso: “Era un vero servitore dello stato

In molti si sono recati nell’appartamento di San Severo, il comune in provincia di Foggia dove era nato e cresciuto il maresciallo dei carabinieri Vincenzo Di Gennaro, ucciso a colpi di pistola da un uomo sabato mattina a Cagnano Varano. Anche molti giornalisti si sono recati a San Severo per raccogliere le prime dichiarazioni dei familiari di Di Gennaro che hanno parlato all’indomani della sparatoria. A parlare per primo è il padre della vittima, Luigi un agricoltore 84enne, che ha affermato: “Vincenzo era un grande lavoratore, molto appassionato alla sua divisa a cui teneva tanto. Era un vero servitore dello stato, molto cattolico e credente. Me lo hanno ammazzato quei delinquenti. Era bravo sempre sorridente che mostrava anche quando era serio. Vincenzo era molto rispettoso della sua divisa, era ben voluto e durante la sua carriera ha ricevuto numerosi encomi per quello che ha fatto“. Poi rivolgendosi alla nuora, Stefania seduta accanto a lui: “Lei è mia nuora, la compagna di mio figlio. Racconta qualcosa di Vincenzo“. La parola, dunque, passa alla compagna della vittima che spiega: “Vincenzo era in gamba, sorrideva sempre, sia nelle difficoltà sia nella vita. Bisogna andare sempre avanti, mi diceva. Anche nei momenti in cui era giù di morale, affranto, mi diceva di non mollare mai perché la vita continua, bisogna lottare. Avevamo costruito una casa e stavamo progettando il matrimonio. Però già da qualche mese convivevamo e ci volevamo molto bene“. Insieme ai due c’è anche la sorella di Vincenzo, Lucia, che ai cronisti afferma di non sentirsela di parlare.

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