Maria Sestina Arcuri, la madre: “C’era qualcosa che non mi convinceva”

Maria Sestina Arcuri
Maria Sestina Arcuri (foto dal web)

La madre di Maria Sestina Arcuri, la ragazza deceduta il 6 febbraio scorso a Ronciglione in circostanze ancora da chiarire, ha parlato alla trasmissione di Rai Tre Chi l’ha Visto?.

Proseguono le indagini in merito alla morte della 27enne Maria Sestina Arcuri, deceduta il 6 febbraio scorso a Ronciglione, comune in provincia di Viterbo. Mercoledì Maria avrebbe compiuto 27 anni e nel suo paese d’origine, Nocara (Cosenza), è stata organizzata una fiaccolata in suo ricordo. Secondo quanto raccontato dal fidanzato della ragazza, Andrea Landolfi, al momento unico indagato con l’accusa di omicidio aggravato, Maria sarebbe morta a seguito di una caduta dalle scale. Nell’ultima puntata, andata in onda il 10 aprile, della trasmissione di Rai Tre Chi l’ha Visto?, ha parlato la madre della 27enne.

La mamma di Maria Sestina Arcuri: “Confidiamo nella magistratura

Non è ancora stata fatta del tutto chiarezza sulla morte di Maria Sestina Arcuri, la parrucchiera che mercoledì avrebbe compiuto 27 anni deceduta lo scorso 6 febbraio a Ronciglione (Viterbo). In sua compagnia c’era il fidanzato Andrea Landolfi il quale agli inquirenti ha raccontato che la morte sarebbe stata causata da una brusca caduta dalle scale avvenuta la notte tra il 3 e 4 febbraio. La Procura della Repubblica di Viterbo ha iscritto quest’ultimo sul registro degli indagati per omicidio volontario, omissione di soccorso e soprattutto lesioni aggravate e le indagini sono ancora in corso. I risultati dell’autopsia disposta sul cadavere della ragazza sono già in mano al pubblico ministero Franco Pacifici che ha disposto la loro secretazione per un mese. Intanto martedì, durante l’ultima puntata andata in onda della trasmissione di Rai Tre Chi l’ha Visto?, ha parlato la madre di Maria, Caterina Acciardi. La donna negli studi del programma condotto da Federica Sciarelli ha spiegato: “La nostra famiglia e tutta la comunità di Nocara aspetta spiegazioni dalla famiglia di Andrea. Se lui aveva tutto quel dolore che dice di avere, veniva davanti la tomba di mia figlia, non stava a Roma, non ha fatto nemmeno una telefonata in due mesi“. Caterina poi parla di Andrea e di quando lo ha conosciuto: “Anche se non sapevo di cosa si trattava, c’era qualcosa che non mi convinceva. Beveva molto, non c’erano bottiglie che bastavano, si svegliava all’ora di pranzo e poi continuava sino a tarda notte. Maria sembrava che volesse dirmi che c’era qualcosa che non andava, ma lui era sempre presente e non avevamo mai tempo di parlare in privato“. In merito alla prolungata permanenza a Nocara dei due tra la fine di dicembre e gennaio, la quale ha causato la perdita del lavoro a Sestina, la madre spiega: “Lui l’ha convinta a restare in Calabria perché si trovava benissimo. Hanno trasferito più volte i biglietti. In merito alla perdita del lavoro, Andrea le aveva già fornito la soluzione: lasci il lavoro e ti metti in disoccupazione prendendo il sussidio (come lo prendeva lui, ndr). Lei non era magari d’accordo, ma voleva farlo contento facendo degli sforzi enormi perché, secondo me, non voleva perdere il lavoro“. La madre di Sestina poi si concentra su un episodio: “Una sera hanno litigato, tanto che lui va a dormire in un bed and breakfast“. Quando la ragazza il giorno dopo ha chiamato i familiari di Andrea comunicando la decisione di voler lasciare Andrea: “Loro gli hanno risposto – racconta la madre- in lacrime di non lasciarlo. Il giorno dopo è tornato a casa ed è tornato a dormire qui. La mamma e la nonna sapendo che soggetto avevano in casa, potevano avvertire mia figlia e adesso lei sarebbe qui“. Quando Sestina finisce in ospedale, la mattina del 4 febbraio, i familiari hanno parlato con i medici della struttura: “Il chirurgo ha detto che appena ha preso il colpo, mia figlia è andata subito in coma. La madre di Andrea mi chiamò e mi disse ‘Sai come andrà a finire? Tu con una figlia morta ed io con un figlio in galera’.  In quel momento mi sono svegliata, e mi sono detta ‘ecco la verità’. Confidiamo nella magistratura, se si sia trattato di un incidente, lo prenderemo come tale, ma se non è così mi auguro che chi di dovere metta delle pene molto più pesanti perché queste cose non debbono più accadere. Nessun’altra mamma deve piangere la propria figlia per un capriccio di qualcuno che magari vuol trattare la propria ragazza come una bambola“. Un’inviata di Chi l’ha Visto? ha raggiunto a Roma Andrea Landolfi che non si è sbilanciato sul caso ammettendo: “Sono tranquillissimo e mi affido alla giustizia“.