La scomparsa di Emanuela Orlandi: arriva una svolta storica

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Emanuela Orlandi
Emanuela Orlandi (websource/archivio)

La Segreteria dello Stato Vaticano ha autorizzato l’apertura della tomba nel cimitero teutonico che secondo i familiari di Emanuela Orlandi, la 15enne scomparsa nel giugno del 1983, potrebbe contenere i resti della ragazza. Il Vaticano per chiarire tutti gli aspetti della vicenda ha aperto un’indagine.

A 35 anni di distanza dalla sparizione di Emanuela Orlandi arriva una svolta sul caso. La ragazza quindicenne, figlia di un commesso della Prefettura della casa pontificia, scomparve a Roma il 22 giugno 1983 e da quel momento si sono perse completamente le tracce. Nel corso di questi anni sono state avanzate numerose ipotesi, da quella di un gruppo di preti pedofili sino ad un coinvolgimento della banda della Magliana, ma nessuna di queste ha trovato riscontro e di Emanuela che oggi avrebbe 51 anni non si sono mai più avute notizie. Recentemente la famiglia Orlandi, che da tempo si batte in cerca della verità, attraverso i suoi legali ha chiesto al Vaticano l’apertura di una tomba all’interno del cimitero teutonico dello Stato Vaticano e quest’ultimo ha comunicato di aver aperto un’indagine in merito.

Emanuela Orlandi: il Vaticano autorizza l’apertura della tomba nel cimitero teutonico

Lo Stato Vaticano avrebbe autorizzato l’apertura della tomba sita all’interno del cimitero teutonico del Vaticano su cui la famiglia di Emanuela Orlandi ha chiesto di indagare. L’avvocato della famiglia della ragazza scomparsa a Roma il 22 giugno 1983, Laura Sgrò, aveva fatto richiesta al Vaticano dopo aver ricevuto quest’estate una lettera anonima in cui vi era scritto di cercare proprio nella tomba in questione su cui, secondo il racconto di molti, alcune persone depongono dei fiori pensando che all’interno vi sia sepolta Emanuela. A seguito della richiesta il cardinale Pietro Parolin ha acconsentito all’apertura della tomba ed il Vaticano avrebbe aperto un’indagine per chiarire la questione. A confermalo è lo stesso avvocato Sgrò che ha commentato: “Stiamo seguendo -riporta la redazione de Il Messaggero gli sviluppi delle indagini delle Autorità vaticane auspicando in una piena collaborazione, proseguendo comunque nelle nostra attività di indagini difensive”. Il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, alla notizia dell’accettazione della richiesta ha affermato: “Dopo 35 anni il Vaticano finalmente indaga ufficialmente sulla scomparsa di mia sorella. Speriamo che sia arrivato finalmente il momento per giungere alla verità e dare giustizia a Emanuela”.

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