La Ferrari in pista nella F1 anni '50 (Foto Ferrari)
La Ferrari in pista nella F1 anni ’50 (Foto Ferrari)

F1 | La Formula 1 raggiunge quota 1000 gare… ma la Ferrari “solo” 973

La Formula 1 disputa questo weekend la sua gara numero 1000, un traguardo importante per uno degli sport più amati in tutto il mondo. La massima categoria dell’automobilismo può vantare una popolarità paragonabile a quella del calcio o delle Olimpiadi, pur essendo uno sport esclusivo, nel quale solo riuscire ad essere al via può dirsi un obiettivo raggiunto.

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Ferrari da sempre presente

La Scuderia Ferrari, il team più vincente di tutti i tempi, è fin dall’inizio parte della Formula 1 essendo l’unico ad aver preso il via a tutte le stagioni del Mondiale. Quasi paradossalmente, tuttavia, non presenziò alla gara d’inizio, il 13 maggio 1950 a Silverstone: colpa di un ingaggio insufficiente da parte degli organizzatori per affrontare la lunga trasferta oltremanica. Tra le gare disputate dalla Formula 1 e quelle corse dalla Scuderia Ferrari c’è una discrepanza di 27 corse. Le cause? Le più diverse: un ingaggio non congruo, la lontananza, persino gli scioperi e, infine, i problemi fisici dei piloti o le tragedie.

Indianapolis

Nei primi undici anni del campionato del mondo, in un tentativo di unire l’automobilismo europeo con quello americano, la 500 Miglia di Indianapolis, la gara più famosa che si disputa negli Stati Uniti, fece parte del calendario del campionato. Praticamente nessun team europeo vi prese parte eccezion fatta per la Scuderia Ferrari che, con una sola vettura affidata ad Alberto Ascari, partecipò all’edizione 1952. Finì con un ritiro dopo qualifiche non eccezionali, ma il pilota che avrebbe vinto il titolo mondiale a fine stagione stava mettendo in atto una rimonta delle sue. Dieci delle 27 gare mancate della Scuderia sono dunque dovute alla non partecipazione ad Indianapolis.

Scioperi e GP degli USA

Tre i Gran Premi persi a causa degli scioperi dei metalmeccanici: Gran Bretagna 1959; Francia 1962 e Gran Bretagna 1966. Altrettante le gare negli Stati Uniti saltate: nel 1960 e nel 1962 la stagione fu non all’altezza delle attese, così si decise di concentrarsi sull’anno successivo saltando la corsa conclusiva oltreoceano. Nel 1961, invece, la trasferta mancata fu principalmente dovuta al fatto che la Scuderia aveva dominato la stagione chiudendo i giochi sia tra i piloti che tra i costruttori con una gara d’anticipo.

Ricostruzione reparto corse

La Ferrari perse due appuntamenti a causa della ristrutturazione del proprio quartier generale a Maranello. I GP del Messico 1966, l’ultimo della stagione, e quello del Sud Africa 1967, in programma il 2 gennaio, non videro al via il team che stava completando il grande investimento immobiliare e tecnologico che avrebbe dato i propri frutti negli anni a venire. L’anno seguente la squadra non prese invece parte al GP di Monaco a causa delle misure di sicurezza giudicate insufficienti sulla pista che era costata la vita a Lorenzo Bandini l’anno precedente.

Gli ultimi forfait

Dopo un paio di ritiri a causa della competitività non sufficiente della vettura nel 1973, la Scuderia Ferrari ha mancato solo tre appuntamenti. La squadra saltò il Gran Premio d’Austria del 1976 in polemica per la riammissione di James Hunt nel contestato Gran Premio di Spagna. Erano giorni difficili in quel mese d’agosto, Niki Lauda era appena stato dichiarato fuori pericolo dopo l’incidente del Nürburgring e il team cercava almeno di portare a casa il titolo costruttori. Il rientro lampo di Lauda, che per poco non riuscì nel miracolo di confermarsi campione, non era ancora nemmeno immaginabile. Le ultime due assenze risalgono al 1982. La Ferrari si ritirò dopo le qualifiche del Gran Premio del Belgio nelle quali perse la vita Gilles Villeneuve e non corse il GP di Svizzera dopo che Patrick Tambay fu costretto a dare forfait per insopportabili dolori al collo. In quella stagione segnata dalla sfortuna la Scuderia si era presentata al via di quella gara con una sola vettura dopo che Didier Pironi si era gravemente infortunato alle gambe nel Gran Premio di Germania.