Marc Marquez sulla sua Honda festeggia una delle tante vittorie ad Austin in MotoGP (Foto Red Bull)
Marc Marquez sulla sua Honda festeggia una delle tante vittorie ad Austin in MotoGP (Foto Red Bull)

MotoGP | Marc Marquez dominatore di Austin: ecco perché va così forte in America

Nell’arco dei suoi primi sei campionati del mondo di MotoGP, Marc Marquez ha corso per ben dieci volte negli Stati Uniti: in un’occasione a Laguna Seca, in tre a Indianapolis e in sei ad Austin. Ebbene, in questi dieci Gran Premi disputati su suolo americano, il Cabroncito vanta un record incredibile: dieci vittorie e nove pole position. Come a dire che, in qualifica e in gara, il più veloce di tutti è stato sempre lui (tranne per l’unica partenza al palo che gli è sfuggita a Laguna Seca).

Il suo dominio oltreoceano, insomma, è assoluto, totale, sconcertante. E, per giustificarlo, non basta certamente ricordare il buon feeling che Marquez vanta con gli Usa e la loro gente. C’è una ben precisa ragione tecnica dietro a questa superiorità: i tracciati statunitensi, come spesso capita nelle nazioni anglosassoni, si percorrono normalmente in senso antiorario. Dunque con una maggioranza di curve a sinistra, proprio quelle sulle quali il campione catalano riesce a fare la differenza con il suo stile di guida, per sua stessa ammissione. Non è un caso se anche in altre piste del genere, come Aragon o il Sachsenring (seppur situate in Europa), il copione non cambia: Marc vince con regolarità e non lascia scampo agli avversari.

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I numeri danno ragione a Marquez

A questa predilezione del pilota si affianca poi anche la tradizione favorevole della Honda negli Stati Uniti: le ultime quindici gare di MotoGP corse da queste parti, infatti, sono state tutte appannaggio della Casa alata (prima delle dieci vittorie consecutive di Marquez, ne sono arrivate due di Dani Pedrosa ad Indianapolis e tre di Casey Stoner tra Indy e Laguna Seca). Insomma, il grosso rischio per i rivali, ma anche per lo spettacolo e l’imprevedibilità, è che anche il Gran Premio delle Americhe 2019 si trasformi nell’ennesimo monologo firmato Marc Marquez. In cui il numero 93 si ritroverà a gareggiare più contro il libro dei record che contro Ducati e Yamaha. Già, perché se lo spagnolo trionfasse ad Austin anche quest’anno, eguaglierebbe il primato di sette successi consecutivi sulla stessa pista stabilito da Valentino Rossi al Mugello tra il 2002 e il 2008 (meglio di lui fece solo Giacomo Agostini con i suoi nove trionfi di Imatra e gli otto di Spa-Francorchamps, a cavallo tra gli anni ’60 e ’70). Ma si sa, i record sono fatti per essere battuti. E le strisce positive, prima o poi, devono necessariamente interrompersi. Sarà questa l’edizione buona?

Fabrizio Corgnati