Kawasaki dice di no alla MotoGP: “Meglio la Superbike”. Ecco perché

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Leon Haslam Jonathan Rea Kawasaki superbike
Jonathan Rea e Leon Haslam con la Kawasaki ZX-10RR nel campionato Superbike 2019 (©Getty Images)

Superbike, Matsuda e Yoda spiegano perché Kawasaki non tornerà in MotoGP.

Kawasaki da dieci anni è fuori dalla MotoGP e la decisione di impegnarsi solamente nel campionato mondiale Superbike ha portato i frutti sperati. Cinque i titoli piloti conquistati (uno con Tom Sykes e gli altri con Jonathan Rea) e quattro costruttori.

Dal 2012 in poi la casa di Akashi ha fatto un grande salto di qualità in SBK, affermandosi come mai prima aveva fatto. L’unico titolo risaliva al 1993, quando Scott Russell riuscì ad avere la meglio sul ducatista Carl Fogarty. In questi anni la Verdona è sempre stata una moto di riferimento, prima con Sykes e poi soprattutto con Rea. Ora c’è Alvaro Bautista con la Ducati Panigale V4 R a dominare la scena, ma in Kawasaki sicuramente lavorano per reagire al più presto.

Superbike, Kawasaki non torna in MotoGP: ecco perché

In più occasioni  è riemerso il tema dell’eventuale ritorno in MotoGP della casa di Akashi, ma da essa sono sempre arrivate smentite. Nei progetti dell’azienda non vi è alcuna intenzione di fare rientro nella classe regina del Motomondiale. Nonostante si vociferi il desiderio di Dorna di rivedere Kawasaki in top class, è difficile pensare che ciò possa avvenire nel breve periodo.

Yoshimoto Matsuda, chief developer della Ninja ZX-10RRR e project leader Superbike, in merito ai rumors sulle “pressioni” di Dorna ha commentato: «È quello che dicono alcuni, ma per noi la MotoGP non è la strada giusta. Devi pensare a ciò che la MotoGP ti richiede, quale tecnologia ti serve. E cosa porta con sé. Se consideriamo tutto questo, la essa non è la nostra scelta».

Dietro la decisione della casa di Akashi ci sono ragioni regolamentari, tecniche e ovviamente pure economiche. Ichiro Yoda, KRT Senior Engineer, a Speedweek è stato molto chiaro in merito: «La MotoGP è troppo costosa per Kawasaki, è una decisione finanziaria da parte nostra. Costa dieci volte di più della SBK, almeno. Per la MotoGP servono 60 o 70 milioni di euro all’anno, Honda spende 100 milioni. Il quinto posto non interessa al top management di Kawasaki. Si aspettano vittorie, non importa in quale categoria. Ecco perché il Mondiale Superbike ha più senso per Kawasaki dal punto di vista finanziario».

Impegnarsi nella classe regina del Motomondiale comporta uno sforzo economico, oltre che tecnico enorme. Stiamo vedendo quanta fatica stanno facendo Aprilia e KTM in questi anni. Meglio è andata alla Suzuki, che dal proprio rientro è riuscita ora ad arrivare ad un buonissimo livello. In Kawasaki in questo momento non c’è voglia di tornare sui propri passi. Sicuramente sarebbe bello avere un costruttore in più in MotoGP, quello di Akashi è un marchio comunque importante nel mondo delle corse. Ma sembra che i desideri di Dorna non verranno esauditi, almeno nei prossimi anni. Forse solo un cambiamento di regolamento tecnico con annesso abbattimento dei costi potrebbe mutare lo scenario, ma non sono all’orizzonte rivoluzioni di questo tipo.

 

Matteo Bellan