“Non volevo più vederla soffrire”: il terribile gesto nei confronti della sorella

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Polizia
Polizia (foto dal web)

Un 73enne ha ucciso la sorella di 87 anni gravemente malata, soffocandola con un cuscino, e poi si è costituito alla Polizia confessando l’omicidio. L’uomo sottoposto a fermo è stato trasferito in carcere.

Ieri mattina un uomo di 73 anni di Sondrio si è costituito confessando alla Polizia di aver ucciso la propria sorella di 87 anni. La vittima Andreina Paganoni era gravemente malata dopo essere stata colpita da un ictus alcuni mesi fa. Agli investigatori Giulio Paganoni ha raccontato le dinamiche dell’assassinio che, secondo quanto riportato dalla redazione de Il Giorno, sarebbe stato commesso nell’appartamento in cui vivevano nel quartiere Sud Ovest del capoluogo di provincia lombardo: proprio lì l’uomo avrebbe soffocato la sorella con un cuscino. Paganoni dopo essere stato interrogato in Questura è stato accompagnato nel carcere di via Caimi con l’accusa di omicidio volontario.

Uccide la sorella malata di 87 anni: secondo caso di fratricidio in pochi mesi

Non volevo più vederla soffrire” questo è quello che ha dichiarato agli inquirenti Giulio Paganoni, 73enne ex dipendente dell’Enel in pensione, che ieri si è costituito dopo aver ucciso la sorella di 87 anni. La vittima, Andreina, aveva 87 anni ed era gravemente malata dopo essere stata colpita da un ictus nei mesi scorsi. Secondo una prima ricostruzione effettuata dagli inquirenti anche grazie alla confessione dell’uomo, l’assassino avrebbe soffocato la sorella con un cuscino nell’appartamento dove i due, non sposati, vivevano nella notte tra domenica e lunedì o lunedì mattina. La Squadra Mobile della questura di Sondrio si è recata nell’abitazione di via Torelli, quartiere Sud Ovest della città, insieme al magistrato di turno ed il medico legale per effettuare tutti gli accertamenti del caso. Ora Paganoni, dopo la confessione e l’interrogatorio in Questura, è stato sottoposto a fermo di Polizia giudiziaria dalla Procura della Repubblica del capoluogo di provincia lombardo ed accompagnato nel carcere di via Caimi con l’accusa di omicidio volontario. Il quartiere in periferia, dove tutti conoscevano i due e li descrivono come tranquilli e riservati, è rimasto sconvolto dalla notizia dell’omicidio. Quello di lunedì è il secondo fratricidio in pochi mesi, dopo quello nella notte tra giovedì 24 e venerdì 25 gennaio 2019 quando una 70enne aveva ucciso il fratello soffocandolo prima con un lenzuolo e poi con un sacchetto di plastica dopo averlo ritrovato agonizzante. L’uomo che soffriva di depressione aveva ingerito una dose massiccia di farmaci e la sorella decise di ucciderlo mettendo fine alle sue sofferenze.