Charles Leclerc e Michael Schumacher (Foto Ferrari)
Charles Leclerc e Michael Schumacher (Foto Ferrari)

F1 | Leclerc come Schumacher: perché Charles ci ricorda tanto Michael

Ha alle spalle solamente ventitré GP in Formula 1, e appena due disputati con la Ferrari, eppure Charles Leclerc, a detta di tutti, è già considerato un potenziale campione del futuro. Il suo Gran Premio del Bahrein si sarà anche concluso con una vittoria mancata, ma il modo in cui il baby fenomeno monegasco ha saputo gestire prima il suo ritmo da dominatore assoluto, e poi la cocente delusione del guasto al motore, hanno convinto anche i più scettici della maturità già raggiunta da questo ragazzino di 21 anni, a cui è stata affidata la guida della monoposto più ambita dell’intera griglia di partenza.

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Leclerc e Schumacher, così simili nello stile di guida…

Tanto che più di qualcuno si è affrettato ad azzardare un paragone impegnativo: quello tra Charles Leclerc e Michael Schumacher. Accostare l’ultimo arrivato a Maranello con il campione più vincente di tutti i tempi nella storia della Rossa può sembrare prematuro, ma qualche elemento di somiglianza, pur con tutte le cautele del caso, in effetti lo si può già ravvedere. Il primo sta nella tecnica, ma anche nello stile di guida: la predilezione di Leclerc, come di Schumi, per il sovrasterzo. Come accadeva ai suoi tempi per il Kaiser, anche Charles chiede infatti ai suoi tecnici di mettere a punto la macchina in modo che punti con precisione l’interno della curva, a costo di dover poi correggere le eventuali derapate del retrotreno. Giocare ad accarezzare il limite in questo modo, sempre sul filo della sbandata, è la chiave che tanti fuoriclasse hanno utilizzato per tirare fuori il massimo dalle proprie monoposto: prima di Michael, così si comportavano anche Gilles Villeneuve o Ayrton Senna.

…ma anche nella tenuta psicologica

Ma c’è un altro aspetto che accomuna Leclerc a Schumacher: la psicologia. Quella capacità di mantenere sempre la freddezza e la lucidità mentali, senza mai perdere la calma e la padronanza, anche nei momenti più difficili. Charles ha probabilmente acquisito questo carattere così forte reagendo alle tante avversità a cui la vita lo ha messo di fronte, a dispetto della sua giovane età: la morte del suo amico e mentore Jules Bianchi, nel 2015, e poi di papà Hervé, appena due anni fa. In pista, questo suo lato graniticamente solido lo abbiamo visto a Sakhir, prima quando ha colto la pole position senza una sbavatura, poi in gara quando ha saputo amministrare un motore che girava a un cilindro in meno, portando comunque la sua Ferrari al traguardo in terza posizione. Nessun panico, ma al contrario la capacità di massimizzare il passo di un’auto in condizioni critiche: un altro aspetto del quale il grande Michael Schumacher era maestro, e Charles Leclerc si è già dimostrato suo degno allievo.

Fabrizio Corgnati