Jorge Lorenzo sulla Honda nel Gran Premio d'Argentina di MotoGP 2019 (Foto Honda)
Jorge Lorenzo sulla Honda nel Gran Premio d’Argentina di MotoGP 2019 (Foto Honda)

MotoGP | Il calvario di Jorge Lorenzo: perché sta faticando anche con la Honda

Questo weekend, ad Austin, Jorge Lorenzo affronterà la sua terza gara da pilota ufficiale Honda. Il suo bottino finora è piuttosto scarno: in Qatar e in Argentina ha raccolto rispettivamente un tredicesimo e un dodicesimo posto. Certo, gli alibi non mancano, e il suo debutto con la moto di Tokyo è stato pur sempre migliore di quello di due anni fa con la Ducati (con cui in due appuntamenti centrò un’undicesima piazza e un ritiro). Ma vedere appena sette punti in classifica a fianco del suo nome non può soddisfare un cinque volte campione del mondo. Come già avvenuto nel 2017, quando lasciò la Yamaha per accasarsi a Borgo Panigale, anche stavolta Por Fuera sta incontrando diverse difficoltà di adattamento, che ne stanno condizionando in maniera decisiva (e negativa) i risultati.

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Lorenzo alla ricerca della seduta migliore

Il primo ostacolo è che Lorenzo è un pilota molto meticoloso, abituato a curare maniacalmente tutti gli aspetti, e che necessita di avere ogni dettaglio al posto giusto per poter andare veloce come sa fare. Proprio per via di questo suo perfezionismo, scendere da una moto per salire su un’altra è un’operazione particolarmente delicata per lui. Prima di sentirsi totalmente a proprio agio in sella, il pilota maiorchino ha bisogno di trovare la corretta ergonomia: quella che in Ducati ha raggiunto solo dopo un anno e mezzo, ormai fuori tempo massimo. In Honda si è dunque trovato a ripartire di nuovo da zero, e già in Argentina ha provato a sistemare la sua posizione di guida con una sella dalla forma molto particolare, studiata appositamente per lui dai tecnici. I miglioramenti, però, non sembrano essersi ancora visti.

Anzi, proprio gli adattamenti studiati su misura per la sua RC213V sembrano avere creato nuovi problemi. A Termas de Rio Hondo prima Lorenzo ha premuto inavvertitamente il pulsante del limitatore, invece di quello del controllo di partenza, al via: una confusione nata dalla diversa organizzazione del cruscotto che aveva espressamente chiesto. Poi, durante la corsa, si è sfilata la manopola di sinistra dal suo manubrio: non per caso, ma perché lui stesso aveva chiesto di allentarla e ammorbidirla. Insomma, di strada da fare per trovare il giusto feeling con la Honda sembra essercene ancora tanta.

Stile di guida e infortuni

Non solo sul fronte dell’ergonomia, ma anche dello stile di guida. La moto della Casa alata è stata infatti cucita addosso a Marc Marquez, un pilota spigoloso, abituato ad aggredire le curve, invece di pennellarle con pulizia come fa Jorge. Insomma, Lorenzo dovrà nuovamente forzarsi a cambiare indole, proprio come fece sulla Desmosedici GP che lo obbligò a diventare uno specialista nelle staccate profonde. Non sarà facile e nemmeno immediato.

Infine, a complicare ulteriormente la situazione, ci sono i guai fisici: appena ripresosi dall’operazione allo scafoide del gennaio scorso, lo spagnolo è stato subito vittima di un nuovo infortunio, la frattura alla costola riportata nella brutta caduta in Qatar. Il suo livello di forma, dunque, non è ancora ideale, per non parlare della fiducia in se stesso a livello psicologico, che viene indubbiamente condizionata da ogni violento incidente. Ma Jorge Lorenzo ha già affrontato periodi così complicati in passato, non ha perso il talento né la convinzione e la voglia di arrivare: dategli il tempo di prendere le misure della sua nuova moto, e sicuramente lo rivedremo nelle posizioni di testa. Quelle che merita.

Fabrizio Corgnati