F1 GP Cina, analisi tecnica: la Ferrari ha un’arma vincente a Shanghai

Il pit stop della Ferrari sulla macchina di Sebastian Vettel (Foto @Scuderia Ferrari Press Office)
Il pit stop della Ferrari sulla macchina di Sebastian Vettel in Bahrein (Foto @Scuderia Ferrari Press Office)

F1 | GP Cina, analisi tecnica: la Ferrari ha un’arma vincente a Shanghai

L’arma vincente della Ferrari nel Gran Premio di Cina si chiama motore. Il tracciato di Shanghai è particolarmente esigente dal punto di vista della potenza, visto che i piloti tengono premuto l’acceleratore addirittura per il 74% della durata del giro. E, secondo i dati del Gps raccolti dalla rivista Auto Motor und Sport, su questo fronte non ci sarebbe storia: il propulsore di Maranello sarebbe in grado di sviluppare circa 40 cavalli in più rispetto alla Mercedes. In particolare è sui due lunghi rettilinei della pista cinese (quello principale misura ben 1,2 km) che la SF90 è in grado di fare la differenza, come sanno bene gli stessi tecnici della Freccia d’argento. Il team principal rivale Toto Wolff ha stimato in mezzo secondo al giro il margine di cui la Rossa ha goduto nell’ultima gara, solo grazie alla sua maggiore velocità di punta, e stavolta le peculiari caratteristiche del circuito promettono di accrescere ulteriormente il divario su questo fronte.

Se si parla di power unit, però, non si può fare a meno di evidenziare il problema dell’affidabilità. La Ferrari ha deciso di girare depotenziata all’esordio in Australia, e in Bahrein, dove ha invece spinto il suo motore al 100%, è incorsa nel cortocircuito che ha negato la vittoria a Charles Leclerc. Stavolta trovare il giusto compromesso tra velocità e tenuta alla distanza sarà dunque cruciale, per esprimere tutto il grande potenziale della macchina ma allo stesso tempo evitare altri colpi di scena sfortunati.

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Ferrari: aerodinamica ok, occhio alle gomme

La pista di Shanghai, poi, esalta anche l’efficienza aerodinamica, un altro punto di forza di una vettura dal design così estremo come la Ferrari SF90. La principale difficoltà per gli ingegneri, finora, è stata quella di trovare un assetto che permettesse di farla funzionare al meglio: ma, anche da questo punto di vista, la Cina dovrebbe dare una mano. Il suo asfalto, infatti, è particolarmente liscio, al contrario di quello sconnesso di Melbourne che creò problemi al debutto, e dunque la Rossa potrà utilizzare quel setup meccanico molto rigido che le consente di sfruttare tutto il carico sviluppato nelle curve medio-veloci.

La superficie del circuito cinese, in compenso, crea un altro problema alle vetture: l’elevata usura degli pneumatici, particolarmente quelli anteriori. Finora la Ferrari qualche difficoltà sul fronte del consumo delle gomme l’ha incontrata, specialmente sulla macchina di Sebastian Vettel: non è un caso se, in vista di questo weekend di gara, ha optato per una scelta di mescole più conservativa, scegliendo un treno di mescola morbida in meno rispetto alla diretta rivale Mercedes. La gestione del degrado delle coperture sarà dunque cruciale per massimizzare il risultato nella gara di domenica, e potrebbe rappresentare l’unico vero ostacolo per la Scuderia in una corsa che, sulla carta, si preannuncia a lei favorevole sotto l’aspetto tecnico.

Fabrizio Corgnati