La conduttrice Diletta Leotta si racconta: dall’infanzia ai social

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Diletta Leotta (websource/archivio)

Diletta Leotta, una delle conduttrici più note del momento, ha rilasciato un’intervista a Vanity Fair. La bella siciliana ha parlato della sua infanzia, del suo lavoro e della sua vita sui social.

Diletta Leotta ha solo 27 anni, ma si è già imposta sugli schermi. La giovane giornalista e conduttrice catanese è riuscita a farsi largo all’interno dell’ambiente calcistico, sintonizzato maggiormente su frequenze maschili, dimostrando ancor più le sue grandi doti.  La Leotta di recente ha rilasciato un’intervista al periodico Vanity Fair durante la quale ha risposto a domande sulla sua infanzia, sul lavoro e sulla sua vita sui social.

L’intervista a Vanity Fair: “Io e mia sorella avevamo i santini di Totti e Del Piero

Diletta Leotta, nel corso di un’intervista rilasciata in esclusiva alla rivista Vanity Fair, ha parlato della sua passione per il mondo del calcio, nata quand’era bambina, che si è poi trasformato in un lavoro, e del suo rapporto con i social, specie con Instagram dove è uno dei personaggi più seguiti. La Leotta inizia spiegando che sin da piccola si recava con il padre e i fratelli allo stadio per assistere alle partite del suo amato Catania. La partita più bella a cui dichiara di aver assistita è stata “Palermo-Catania, 0 a 4 -dice- con gol da centrocampo di Mascara. Indimenticabile “. E quanto alla domanda su chi fossero i suoi calciatori preferiti di allora afferma: “Io e mia sorella avevamo i santini di Totti e Del Piero. Era il Mondiale del 2006 e loro erano i nostri eroi“. L’intervista su Vanity Fair si sposta quindi sulle prime esperienze lavorative. La prima apparizione della Leotta sugli schermi è avvenuta quando lei aveva solo 17 anni: il programma era Sala Stampa in onda su Antenna Sicilia. “Mio padre mi lasciava fare tutto- risponde alla domanda del suo intervistatore circa la reazione dei genitori alle sue esperienze televisive– a una condizione: che mi laureassi. Dopo il diploma mi disse: ‘Puoi decidere, Architettura, Medicina o Giurisprudenza’. In disegno ero negata, in medicina pure – e ancora oggi se vedo una pellicina svengo – così mi buttai sulla terza. In fondo venivo da una famiglia di avvocati“. La Leotta, quindi, racconta che durante il suo primo anno di università si è trasferita a Roma per lavorare a Sky: lavorare e studiare contemporaneamente era molto difficile, dice la giovane conduttrice, tanto che il padre le fece “un bel discorso“. “Riempivo interi quaderni di appunti, sottolineavo i libri con tre colori, sviluppai una memoria fotografica che ancora oggi mi torna utile nel lavoro” racconta la Leotta. L’intervista prosegue e alla Leotta viene posta la domanda clou: “Sente sessismo nel suo settore?“. La bella Diletta non si scompone e afferma: “Né più né meno di quello che c’è negli altri settori lavorativi. Nello sport la donna sta emergendo prepotentemente, sia come sportiva che come conduttrice. Forse deve studiare di più degli uomini, ma chi se ne importa. Personalmente, credo che in Tv un uomo non sarà mai affascinante quanto una donna. Non parlo di bellezza fisica, di vestito o di manicure. Parlo di fascino, di potenza in video. Una donna forte, con una buona conduzione, riempie un programma molto più di un uomo“. Domande più leggere: cosa pensa Diletta Leotta dei bomber del campionato di Serie A?: Cristiano RonaldoIl più potente“, Fabio QuagliarellaSempreverde” e Mauro Icardi “un campione che deve solo trovare la strada giusta per dimostrarlo”. Non poteva quindi mancare una domanda anche su Wanda Nara: “(Mauro Icardi) Finalmente torna a giocare dopo l’infortunio, ma la querelle tra la squadra, lui e la moglie Wanda Nara continua“. Diletta Leotta risponde dicendo: “Forse la Nara ha aperto la strada alle mogli-manager. La prossima compagna di un calciatore che ne gestirà anche gli aspetti manageriali non dovrà subire tutte queste discussioni a volte esagerate“.

Il rapporto con i social: “Instagram non va preso troppo seriamente

Diletta Leotta è una dei personaggi italiani più seguiti; sono oltre 4 milioni di persone a seguire il suo profilo Instagram. “Quanto usa i social?” chiede il giornalista di Vanity Fair e la Leotta, accennando un sorriso risponde: “Tanto. Ho attivato un app che avvisa quando si raggiungono i 33 minuti di utilizzo di Instagram e blocca il social. Il primo giorno, me l’ha bloccato che non erano neanche le 9 del mattino. Ho eliminato l’app e risbloccato Instagram“. La pagina Instagram di Diletta Leotta è stata definita, secondo quanto riporta Vanity Fair, la “cloaca massima del peggior cameratismo maschile” dove tutti fanno a gara a chi scrive la cosa più volgare. La Leotta risponde con calma serafica: “Non capisco chi attribuisce tutta questa importanza ai social. Per me sono uno svago, un mezzo per vivere un momento di leggerezza. Al massimo comunico quello che ho mangiato a colazione, non affronto discussioni sui massimi sistemi. Instagram non va preso troppo seriamente e non è un parametro per capire il valore di una persona“. Circa i commenti sulla sua pagina la giovane Diletta afferma: “Li leggo, e sono migliorati. Alcuni sono orrendi – io stessa ho bloccato alcuni follower – molti altri ridicoli. Non vedo motivi per cui incazzarmi o rovinarmi una giornata. Mi occupo di calcio, ho un pubblico in maggioranza maschile, trovo normale che facciano riferimenti di questo tipo e non vi darei troppa importanza. Insomma, take it easy“.