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(Getty Images)

È morto a soli 27 anni Nicolò Daversa, il 9 marzo scorso, dopo aver assunto un potente antibiotico. Il giovane è deceduto presso l’ospedale di Jesi (Ancona), dove era stato portato in gravissime.

Aveva solo 27 anni Nicolò Daversa, il giovane da poco residente ad Ancona, deceduto presso l’ospedale di Jesi a seguito di uno choc anafilattico causatogli dall’assunzione di un potente antibiotico. Il giovane due giorni prima del decesso, avrebbe accusato dei dolori tipici di un’influenza stagionale e per questo motivo  si sarebbe rivolto, come sostenuto dal padre, al suo medico di famiglia il quale gli avrebbe prescritto l’antibiotico. Al giovane, quindi, è stato iniettato il farmaco e subito dopo si sarebbe verificata la reazione fatale, lo choc anafilattico che l’avrebbe condotto alla morte.

Da una banale influenza alla morte: colpa del farmaco

Una banale influenza stagionale che necessitava di cure: questo il motivo per cui il giovane Nicolò si sarebbe rivolto al proprio medico di famiglia che gli avrebbe prescritto un potente antibiotico. Il 27enne avrebbe assunto il farmaco tramite un’iniezione a seguito della quale si sarebbe verificato nell’immediatezza lo choc anafilattico. Portato d’urgenza all’Ospedale di Torretta, per il giovane non ci sarebbe stato spazio all’interno del reparto di terapia intensiva e per questo sarebbe stato trasportato presso il nosocomio Carlo Urbani di Jesi. Giunto sul luogo le sue condizioni erano ormai critiche e per il ragazzo non c’è stato nulla da fare.

Le strazianti parole della sorella gemella: “Ciao Nico mio”

La sorella gemella, Giulia, ha scritto su Facebook un messaggio straziante: “Ciao Nico mio, è stato un onore e un’immensa gioia averti avuto al mio fianco tutto tempo. La tua bontà e il tuo immenso cuore mi hanno sempre confortata ed insieme eravamo imbattibili!! Proprio come la tua amata Ancona o almeno così dicevamo ad ogni partita che andavamo a vedere allo stadio. Sono sconvolta. Ho sempre cercato di proteggerti da tutte le cattiverie della gente e da tutte le difficoltà, ma adesso sei tu che devi starmi vicino. Io ti prometto che sarò forte e starò vicina a mamma, papà e nonna. Pregheremo sempre per te e ti porteremo sempre nei nostri cuori e nelle nostre giornate. So che anche tu sarai al nostro fianco. E so anche che hai trovato la pace che tanto meritavi. Ti amerò per sempre. Ora sei il mio Angelo. Riposa in pace“. Giulia era molto legata al fratello Nicolò e con lui condivideva la  passione per il calcio, per l’Anconitana. E proprio gli ultras della sua amata squadra allo stadio di Senigallia hanno dedicato al giovane uno striscione con su scritto: “Ciao Nicolò, figlio dorico“.

Il padre sconvolto: “Indagate sul farmaco”

Ad un mese dalla scomparsa del figlio, come riportato da Leggo, è il padre di Nicolò a parlare. Antonio Daversa vuole conoscere il motivo per il quale il figlio è morto ma soprattutto se quell’antibiotico è un potenziale medicinale “killer”: “Vorremmo capire se ci sia stata negligenza da parte del nostro medico di famiglia nel prescrivere un farmaco così potente, che Nicolò non aveva mai assunto, senza visitarlo: la ricetta peraltro è stata intestata a me . Ma al di là di questo, ciò che ci preme davvero è che si vada a fondo sul farmaco che gli è stato iniettato, perché in Italia i casi di decesso che potrebbero essere legati all’assunzione di questo farmaco sono diversi: oltre a mio figlio, c’è il signore di Cassino ma anche un 47enne deceduto in Calabria nell’agosto 2016 e altri ancora“.  I familiari del giovane Nicolò, per venire a capo della vicenda, si sono affidati ad un’agenzia di tutela, la Studio 3A-Valore spa. Vogliono sapere se sia stato proprio il farmaco a causare il decesso del giovane: “Chiediamo al Ministero della Salute di attivarsi per sottoporre quel medicinale ad una campagna di analisi e controllo per escluderne la nocività o per verificare se vi sia stato qualche errore nella composizione di alcuni lotti: per scongiurare altri drammi. E perché la morte di Nicolò, almeno, non sia stata vana e possa servire per salvare altre vite” riporta Leggo. Il ragazzo, sarebbe morto dopo essersi rivolto al proprio medico di famiglia che, a dire della famiglia, senza neanche visitare il ragazzo gli avrebbe prescritto un’iniezione di Fidato, avente lo stesso principio del Rocefin, che il giovane aveva già assunto. La famiglia ha sporto denuncia in Procura la quale ha aperto un fascicolo per omicidio colposo nei confronti del medico di famiglia.