Chi fermerà questa super Ducati? Ci prova persino la Federazione…

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Alvaro Bautista sulla Ducati Superbike 2019 (Foto Ducati)
Alvaro Bautista sulla Ducati Superbike 2019 (Foto Ducati)

Superbike | Chi fermerà questa super Ducati? Ci prova persino la Federazione…

La Superbike corre ai ripari, o almeno ci prova. Troppa la superiorità manifestata dalla Ducati nei primi due appuntamenti, durante i quali il nuovo arrivato Alvaro Bautista ha letteralmente annichilito la concorrenza, dominando tutte e sei le manche disputate finora, e con margini di vantaggio spesso superiori ai dieci secondi. Così, la Federazione motociclistica internazionale tenta di mettere un freno al potentissimo motore V4 di Borgo Panigale: a partire non da questo weekend ad Aragon, ma probabilmente dalla successiva tappa in Olanda, arriverà una restrizione tra i 250 e i 500 giri al minuto.

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Un tentativo per riaprire le gare

Non si tratta di una norma punitiva contro la Rossa, beninteso, ma di una clausola ampiamente prevista dal regolamento per evitare i monologhi sportivi. Una piccola limitazione che gli organizzatori si riservano di applicare a chi vince con troppa facilità, a tutto vantaggio dell’equilibrio della competizione e, quindi, dello spettacolo. Il dubbio della concorrenza, però, è semmai se questa limitazione sia in effetti troppo piccola: ovvero se limare così impercettibilente il regime di rotazione del propulsore bolognese (che ad oggi è di ben 16.350 giri/minuto) basterà davvero a interrompere la sua striscia positiva. La Kawasaki lo dubita, e con fondati motivi: la Federazione, infatti, aveva tentato di zavorrare pure lei negli anni passati, arrivando a toglierle fino a 1400 giri, ma questo non aveva minimamente impedito a Jonathan Rea di infilare quattro titoli mondiali consecutivi.

In realtà, il prossimo futuro si prospetta davvero roseo per la Panigale V4: un mezzo nato con le sembianze di un laboratorio di sperimentazione, con cui la Ducati ha interrotto la sua storica tradizione di motori V2 nelle derivate di serie, ma che ha invece saputo trovare fin da subito competitività e costanza di rendimento. Ogni circuito rappresenterà una novità assoluta per questa moto, che non può fare affidamento sui dati raccolti nelle stagioni precedenti: eppure il dominio totale che ha imposto su due piste così diverse come Phillip Island e Buriram lascia ben sperare sul fronte della sua adattabilità. Questo fine settimana si corre ad Aragon, una sorta di via di mezzo tra i due circuiti visitati finora: due lunghi rettilinei, curve velocissime, sezioni guidate e anche parecchie staccate violente.

La Ducati è già imprendibile

L’accelerazione in uscita dalle pieghe non sembra un problema, per l’ultima nata della Casa italiana, e nemmeno la gestione delle gomme, visto il modo in cui ha saputo spingere al massimo anche nelle fasi finali di gara. Al resto ci pensa il pilota: Alvaro Bautista, un veterano della MotoGP che però ha dimostrato una naturalezza impressionante fin dall’esordio anche con un mezzo dalle prestazioni e dalla guidabilità molto diverse. La sua fame di vittoria è assoluta e il suo feeling con la Panigale V4 perfetto: lo dimostra il fatto che, da solo, lo spagnolo ha raccolto più del doppio dei punti dei suoi compagni di marca Laverty, Rinaldi e Davies, il quale invece non sembra riuscito a prendere le misure della nuova moto.

Il motociclismo è uno sport imprevedibile, e i colpi di scena sono sempre in agguato, ma guardando al calendario sembra difficile intravedere delle sfide che si preannuncino insormontabili per il duo DucatiBautista, almeno stando a quanto si è visto finora. La partnership italo-iberica è già ampiamente rodata, e si è conquistata in pista i galloni di favorita d’obbligo per il Mondiale Superbike. Persino con 500 giri motore in meno.

Fabrizio Corgnati