Polizia
Polizia (Getty Images)

Secondo la procura di Firenze, una coppia di genitori avrebbe “venduto” la propria figlia disabile di soli 4 anni ad un vicino di casa in cambio di droga. La bambina, peraltro portatrice di handicap, avrebbe subito atroci violenze.

La Procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio per una coppia di genitori di Pisa, accusati di aver venduto la figlia di 4 anni ad un vicino di casa in cambio di droga. La piccola, portatrice di handicap, avrebbe subito abusi sessuali da parte dell’uomo. I due respingono fermamente le accuse e sostengono che la figlia sarebbe stata attirata in casa del vicino da un espediente e che loro non c’entrerebbero nulla. L’udienza preliminare è fissata davanti al gip di Firenze per il prossimo 26 aprile e per il caso la famiglia ha anche incaricato due investigatori privati per rafforzare la propria difesa.

La ricostruzione della Procura: piccola “venduta” per la droga

Avrebbero venduto la figlioletta di soli 4 anni e portatrice di handicap ad un vicino per poter ripagare della droga e l’uomo avrebbe abusato sessualmente di lei. Questa l’accusa mossa dalla Procura di Firenze ad una coppia di genitori di Pisa. I due hanno sempre dichiarato la loro innocenza ammettendo di aver acquistato sostanze stupefacenti, ma di non aver mai “venduto” al vicino la figlia che oggi ha 6 anni. La difesa degli indagati, composta dagli avvocati Niccolò Lombardi Sernesi e Letizia Merciai si è anche avvalsa dell’aiuto di investigatori privati, i quali si sono recati nel difficile quartiere pisano in cui la coppia viveva per fare delle domande e cercare di scoprire la verità e confutare le accuse. Il pubblico ministero Eligio Paolini contesta alla coppia ed al loro vicino di casa i reati di riduzione in schiavitù e atti sessuali con minorenni. Per il vicino, un uomo di 45 anni, anche spaccio di sostanze stupefacenti. Per la Procura i due erano ben consapevoli delle intenzioni dell’uomo ed hanno violato il dovere di protezione sulla figlia impostogli dalla legge.

A chiamare la polizia e a far partire le indagini fu proprio la madre della piccola, la quale insieme al marito dopo aver rilasciato una prima deposizione non volle più parlare.

La difesa dei genitori: non è andata così

La coppia di genitori replica alle accuse fornendo un’altra versione dei fatti. I due raccontano che il vicino di casa avrebbe chiesto di poter vedere la piccola per regalarle dei giocattoli. La madre dice di aver lasciato la figlia presso l’abitazione del 45enne e di essere rientrata in casa per poter allattare l’altro figlio. Il tutto sarebbe accaduto in una manciata di minuti: la donna avrebbe iniziato a sentire dei lamenti provenire da casa del vicino. Avrebbe provato a bussare alla porta ma l’uomo non le avrebbe aperto, allora lei avrebbe deciso di prendere a calci l’uscio. Entrata in casa avrebbe visto la bambina ammutolita e con gli slip al contrario. Sarebbe stata poi la stessa bambina a raccontare delle violenze subite e a riferire di essere stata minacciata con un coltello affinché non parlasse con nessuno dell’accaduto. Al momento i figli della coppia sono stati tutti allontanati dalla famiglia ed affidati a strutture idonee su disposizione del Tribunale dei Minori.

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