Omicidio Marco Vannini: “La pistola era stata caricata volontariamente”

0
6808
Marco Vannini
Marco Vannini e la madre Marina Conte (foto dal web)

A seguito della conferenza stampa indetta dai legali della famiglia Ciontoli, i genitori di Marco Vannini sono stati ospiti della trasmissione Chi l’ha visto? in onda su Rai 3 e condotto da Federica Scairelli. I due coniugi hanno voluto replicare alle dichiarazioni dei due avvocati Andrea Miroli e Pietro Messina.

Dopo la conferenza stampa indetta dagli avvocati della famiglia Ciontoli, i legali Andrea Miroli e Pietro Messina, tenuta il 27 marzo l’Hotel San Giorgio di Civitavecchia, hanno parlato i genitori di Marco Vannini, il 20enne di Cerveteri ucciso la sera del 17 maggio 2015 da un colpo di pistola esploso nella casa dei suoceri. La signora Marina Conte ed il signor Valerio Vannini sono stati ospiti della puntata della trasmissione di Rai Tre Chi l’ha visto? condotta da Federica Sciarelli. I due genitori del giovane ragazzo hanno risposto alle dichiarazioni dei legali della famiglia Ciontoli i quali hanno parlato con i giornalisti cercando di chiarire alcune aspetti riguardanti la sentenza emessa dalla Corte d’appello di Roma. Quest’ultima derubricando per Antonio  Ciontoli il reato di omicidio volontario in omicidio colposo gli aveva alleggerito notevolmente la pena di primo grado condannandolo a 5 anni di reclusione rispetto ai 14 del primo grado.

I genitori di Marco: “La casa andava sequestrata

La madre ed il padre di Marco Vannini sono stati ospiti della puntata di Chi l’ha visto? del 27 marzo scorso. Nello studio della trasmissione di Rai Tre, Marina Conte e Valerio Vannini hanno voluto commentare la conferenza stampa indetta dai legali della famiglia Ciontoli, Andrea Miroli e Pietro Messina, imputati per l’omicidio del ragazzo di Cerveteri.  Inizialmente parla il padre di Marco in riferimento alla volontarietà dello sparo e all’esperienza con le armi di Ciontoli: “L’avvocato Messina ha detto che Ciontoli ha sparato involontariamente, ma la pistola era stata caricata volontariamente dato che presentava un difetto e non poteva sparare in modo involontario (da una perizia è risultato che la pistola di Ciontoli da cui è partito il colpo presentava un difetto per cui non poteva sparare in doppia azione – ovvero senza armare il cane manualmente premendo con più forza il grilletto-, ndr). Inoltre lui era un militare, dunque, disponeva del porto d’armi militare in più quando lui ha preso le due pistole, a distanza di tempo una dall’altra, ha conseguito anche il porto d’armi civile e questo dimostra che tu possiedi qualcosa che ti piace. Quando prendi il porto d’armi devi seguire un corso durante il quale ti insegnano anche come va custodita la pistola“.

La parola poi passa a mamma Marina che si sofferma sul mancato sequestro di casa Ciontoli, decisione che gli avvocati hanno spiegato affermando che gli inquirenti non hanno provveduto al sequestro perché si indagava per omicidio colposo: “Inizialmente – spiega Marina Conte- Ciontoli era stato indagato per omicidio volontario quindi secondo me la casa andava sequestrata. Inoltre gli avvocati affermano che Marco non ha perso sangue, ma il professor Gaudio, luminare della Sapienza, dice che mio figlio ha perso da 1,5 a 2 litri di sangue. La stessa Viola Giorgini (fidanzata di Federico Ciontoli, figlio di Antonio, ndr) dice che hanno asciugato il sangue con uno straccio. Antonio Ciontoli anche afferma di aver tamponato la ferita per asciugare il sangue. Quindi il sangue c’era “. Valerio Vannini poi spiega la circostanza della chiamata intercorsa con il figlio poco prima dello sparo: “L’avvocato dice che siccome io e Marco ci siamo sentiti alle 23:05 ed il fatto è successo intorno alle 23:30, in quel quarto d’ora non può essersi sviluppata un’eventuale discussione. E se la discussione sia stata prima e poi in quel quarto d’ora l’impeto? “. In merito alle intercettazioni in caserma della famiglia Ciontoli mamma Marina commenta: “Martina sul divanetto della caserma al fratello e a Viola dice di aver visto suo padre quando puntava la pistola a Marco e gli ha detto ‘leva sta pistola non si scherza con le armi’ e poi gli ha sparato e Marco è diventato con le labbra viola. La conferenza stampa? Ci vogliono prendere in giro, a me non prende in giro nessuno, i documenti sulla morte di mio figlio sono di dominio pubblico ed io cercherò giustizia sino alla fine. È inutile che loro si arrampicano sugli specchi, non ci sono parole“. Infine, conclude il padre di Marco sulle intercettazioni registrate subito dopo l’accaduto in caserma: “Martina peraltro era addolorata per un esame all’università che non avrebbe potuto sostenere due giorni dopo“.

Leggi anche —> Omicidio Vannini, i legali di Ciontoli: “Non va crocifisso per un errore”