Valentino Rossi festeggia il secondo posto nel Gran Premio d'Argentina di MotoGP 2019 (Foto Yamaha)
Valentino Rossi festeggia il secondo posto nel Gran Premio d’Argentina di MotoGP 2019 (Foto Yamaha)

MotoGP | Il futuro si mette bene per Valentino Rossi: è in arrivo una serie positiva

Il Mondiale di MotoGP 2019, per Valentino Rossi, è cominciato molto meglio di quanto ci si potesse aspettare. All’esordio stagionale nel Gran Premio del Qatar il quattordicesimo posto in griglia di partenza lasciava presagire una prestazione disastrosa: invece quella del Dottore è stata una rimonta esaltante, a suon del miglior passo gara in assoluto, che lo ha portato fino alla quinta posizione conclusiva. In Argentina è andata ancora meglio: seconda fila al sabato, secondo posto alla domenica. Tanto che, ad oggi, il fenomeno di Tavullia occupa il terzo posto in classifica generale, a dieci punti da Andrea Dovizioso e a soli quattordici dal capolista Marc Marquez. Decisamente più in alto di quanto lo accreditassero i pronostici della vigilia.

Merito di una Yamaha che ha lavorato bene nel corso dell’inverno, seguendo scrupolosamente un piano di perfezionamento che l’ha portata a risolvere i suoi principali problemi di freno motore e di gestione delle gomme. Ma soprattutto merito di un pilota che, anche a quarant’anni suonati, mantiene un eccellente stato di forma, fisica e mentale, che lo rende a tutt’oggi ancora il principale punto di riferimento della propria squadra. Dunque, con una moto in crescita e un Vale in grande spolvero, che cosa si possono aspettare i suoi tifosi dal prossimo futuro? La tappa che arriverà tra due settimane, il Gran Premio delle Americhe, a meno di clamorosi colpi di scena riserverà ben poche soddisfazioni alla Casa dei Diapason: quello è terreno di caccia privilegiato di Marquez, che agli avversari lascia solo le briciole. Eppure, subito dopo, la situazione potrebbe essere destinata a cambiare radicalmente.

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Due gare favorevoli a Valentino Rossi

Il rientro in Europa del circus a due ruote è infatti in programma per domenica 5 maggio, con il Gran Premio di Spagna a Jerez de la Frontera. E, su quella pista, i numeri di Valentino Rossi parlano da soli: nove vittorie (un record) di cui sette solo nella classe regina. Certo, l’ultima risale al 2016, quando dominò dal primo all’ultimo giro. E, nel complesso, il nove volte iridato è digiuno di vittorie da quasi due anni, per la precisione dal Gran Premio d’Olanda 2017. Ma se c’è un posto dove il pesarese avrà una chance realistica di concludere quella serie negativa, beh, si tratta sicuramente del tracciato andaluso. Una pista vecchia scuola, corta, stretta e tecnica: forse troppo per la Honda e la Ducati, mentre la M1 potrebbe far valere i passi in avanti compiuti sulla stabilità in frenata e sul bilanciamento in percorrenza di curva.

Subito dopo Jerez, il calendario propone il Gran Premio di Francia a Le Mans, un altro circuito tradizionalmente amico del costruttore di Iwata. Qui Vale ha accumulato tre vittorie in carriera (2002, 2005 e 2008), sei secondi posti (2003, 2010, 2012, 2014, 2015 e 2016) e quattro terzi posti. L’ultimo proprio un anno fa; mentre dodici mesi prima, nell’edizione 2017, fino a poche curve dal traguardo Rossi era addirittura in testa, ma purtroppo gettò tutto al vento con una intempestiva scivolata. Le doti tecniche della sua moto dovrebbero aiutarlo a ribadire la sua velocità, e la fame di rivincita farà il resto.

Insomma, il Dottore ha già chiara in testa la sua missione. Tenere almeno il passo di Dovizioso nella prossima gara di Austin, dove la vittoria è ampiamente fuori portata, e poi scatenarsi e puntare al bersaglio grosso nei due successivi GP di Jerez e Le Mans. A quel punto, con una classifica consolidata potenzialmente in chiave a lui favorevole, arriverà il suo Gran Premio d’Italia. E lì, sospinto dall’aria di casa del Mugello, nessun miracolo è davvero fuori portata.

Fabrizio Corgnati