Pacco bomba a Chiara Appendino, “Il sindaco di Torino ha rischiato grosso”

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Pacco bomba al sindaco di Torino, Chiara appendino. “Poteva esplodere”

Il sindaco di Torino, Chiara Appendino, è stata esposta ad un pericolo assai concreto. Il pacco bomba a lei indirizzato è stato ritenuto una seria minaccia.

Poteva risultare una concreta minaccia il pacco bomba indirizzato a Chiara Appendino. Al sindaco di Torino era stato spedito un plico contenente un ordigno rudimentale fatto di un marchingegno artigianale composto da una pila, della polvere ed alcuni fili. Lo hanno reso noto gli esperti artificieri che sono riusciti a sventare il pericolo. Il mittente del pacco è indicato nella “Scuola A. Diaz. Via C. Battisti 6, 16145 Genova”. Si tratta dell’istituto dove avvennero i fatti del G8 di Genova contestati alla polizia nel luglio del 2001. La Appendino ha ringraziato tutte le istituzioni che le hanno dimostrato vicinanza, dicendosi non spaventata da quanto successo. “Le minacce non mi fermano. Grazie a tutte e tutti per i messaggi di vicinanza e solidarietà. Se qualcuno pensa di potermi intimidire, sappia che si sbaglia di grosso. Vado avanti con più determinazione di prima”.

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Chiara Appendino, la solidarietà di Conte e di molti altri

Tra gli attestati di incoraggiamento c’è quello su Twitter del primo ministro, Giuseppe Conte. “Esprimo piena solidarietà alla sindaca, vittima di un gravissimo atto intimidatorio. L’intero governo è al suo fianco. Lo Stato non permetterà che minacce del genere le impediscano di esercitare appieno il suo ruolo”. E la Questura di Torino, che ha reputato l’ordigno “idoneo ad esplodere”, dice che “i responsabili sono riconducibili all’Asilo, con tutta probabilità gli autori sono soggetti dell’area anarco-insurrezionalista”. Il pacco è stato mandato all’ufficio del sindaco di Torino come ritorsione dopo lo sgombero del centro sociale ‘Asilo’ avvenuto lo scorso 7 febbraio. Una situazione che aveva destato forti polemiche. L’edificio fungeva sin dalla metà degli anni ’90 da ‘base operativa’ degli antagonisti e non sono mancati numerosi scontri, proteste ed arresti. Da quasi due mesi poi la Appendino è sotto scorta, dopo altre minacce ricevute a fine 2018.