Ora legale: un paese non la cambia, è il caos tra la popolazione

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Cambio ora legale
(foto dal web)

L’ora legale è entrata in vigore il 31 marzo, ma non per tutti i paesi avrebbe dovuto essere così. Lo scorso ottobre il presidente del Marocco Saaladdine El Othmani, aveva abolito il cambio d’orario, tuttavia un evento imprevisto ha mandato nel panico l’intero paese: smartphone e PC si sono aggiornati automaticamente.

L’ora legale è stato un argomento che dalla scorsa estate è in cima alla lista delle discussioni di carattere urgente varate dall’Unione Europea. La Commissione Europea di Bruxelles da tempo ormai chiedeva la definitiva eliminazione del cambio d’ora lasciando in vigore esclusivamente quella utilizzata nel periodo estivo. Di recente è stata avanzata una nuova proposta, quasi un emendamento, che rimanda l’abolizione del cambio dell’ora al 2021 ed in più lascia ad ogni Paese la facoltà di decidere a quale dei due orari attenersi. In conclusione l’orario non dovrà più cambiare a marzo e ad ottobre. Questa possibilità di scegliere, però, non è poi così innovativa, anche se con caratteri diversi.

Il governo marocchino nell’ottobre del 2018 ha deciso di abolire l’ora legale, creando dissenso all’interno dell’opinione pubblica. In particolare, a non gradire la scelta era stato il mondo della scuola. L’unica eccezione consisterà nel cambio d’orario durante il Ramadan che quest’anno cadrà nel mese di maggio. Nell’arco di quel periodo sacro per i musulmani le lancette dell’orologio verranno spostate di un’ora in avanti, per anticipare l’interruzione del momento di digiuno.

La decisione del governo manda in tilt l’intero paese: non avevano fatto i conti con la tecnologia

La particolare decisione del governo di abolire l’ora legale non solo non aveva tenuto conto della disapprovazione popolare, ma non aveva fatto i conti neanche con la tecnologia. Infatti, Saaladdine El Othmani non aveva previsto che tutti i dispositivi come tablet, pc e smartphone si sarebbero aggiornati automaticamente, creando il panico nella popolazione. Pendolari rimasti a terra nelle stazioni convinti di essere perfettamente puntuali, orari di apertura dei negozi del tutto stravolti. Perfino le moschee sono state coinvolte nel marasma generale, tanto da proporre l’appello mattutino alla prima preghiera per ben due volte.

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