MotoGP Argentina, le pagelle: tra i promossi non c’è solo Marquez

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Marc Marquez, Valentino Rossi e Andrea Dovizioso: il podio del Gran Premio d'Argentina di MotoGP 2019 (Foto MotoGP)
Marc Marquez, Valentino Rossi e Andrea Dovizioso: il podio del Gran Premio d’Argentina di MotoGP 2019 (Foto MotoGP)

MotoGP | Argentina, le pagelle: tra i promossi non c’è solo Marquez

È stata la domenica (l’ennesima) di Marc Marquez, il Cannibale che ha ammazzato la concorrenza a Termas de Rio Hondo. Ma quella del Gran Premio d’Argentina è stata anche una giornata che ha messo in luce tante altre prestazioni maiuscole, come quella dell’intramontabile Valentino Rossi, insieme a delle prove decisamente da rivedere, due su tutte quelle di Jorge Lorenzo e del nostro Andrea Iannone. TuttoMotoriWeb.com le ha riassunte per voi nelle pagelle del dopo gara.

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Marc Marquez: voto 10 e lode. Rubiamo le parole a Valentino Rossi: “Ma perché, correva anche Marquez? Non me ne sono accorto…”. E in effetti, ieri a Termas de Rio Hondo, il Cabroncito non lo ha visto davvero nessuno. È fuggito fin dal via, ha tenuto un passo imprendibile per chiunque, tanto che avrebbe potuto chiudere con oltre dieci secondi di vantaggio: un margine impressionante. Già negli anni scorsi si era capito che a queste latitudini (pasticci a parte) il campione catalano si trovava a suo agio quasi quanto ad Austin o al Sachsenring. E quando Marquez è così in forma, agli avversari non resta che lottare per il secondo posto.

Valentino Rossi: voto 9,5. Non ha sbagliato niente. Dalla scelta della gomma media posteriore, all’amministrazione della gara in cui ha fatto buona guardia dietro a Dovizioso, fino all’assalto dell’ultimo giro. Ritorna sul podio e lo fa da gigante, testimoniando la crescita in atto della sua Yamaha, ma anche la sua intramontabile classe. Il pubblico lo aveva accolto con delle esultanze degne di Maradona e lui li ha ripagati con una prestazione da par suo. Si conferma il numero uno assoluto della Casa dei Diapason, nella speranza che questo risultato spinga i tecnici di Iwata a migliorare ancora la moto, che ne ha bisogno.

Andrea Dovizioso: voto 8. Non era la gara più adatta per la sua Ducati, perché a Termas conta più la percorrenza di curva che la potenza sul dritto. Lui lo sapeva e ha limitato i danni: sul podio, da queste parti, ci era salito soltanto un’altra volta in carriera. I punti del terzo posto, dunque, sono sudati e preziosi, in ottica campionato. Arriveranno circuiti più adatti alla Desmosedici GP, ma nel frattempo Gigi Dall’Igna e i suoi uomini hanno del lavoro da fare per rendere la moto bolognese ancora più completa.

Cal Crutchlow: voto 7. Sì, è vero, è partito in anticipo, ma per una minima frazione di secondo. E la penalizzazione inflittagli, seppure corretta a rigor di regolamento, appare francamente eccessiva. Peccato, perché il passo gara ce l’aveva e avrebbe potuto dare del filo da torcere per le prime posizioni.

Alex Rins: voto 7. Lui, invece, ha rovinato tutto con le qualifiche. Ma anche la sua Suzuki ha dimostrato un ritmo forsennato in corsa, un ritmo degno del podio. Il giovane pilota spagnolo e la sua moto stanno diventando sempre più una certezza di questa MotoGP.

Franco Morbidelli: voto 6,5. L’errore finale è tutto suo, e non ha scusanti. Ma la sua gara merita comunque una piena sufficienza, perché il pilota romano ha dimostrato di essere cresciuto e di poter lottare bene nel gruppo dei migliori. Sta andando nella giusta direzione.

Maverick Vinales: voto 5. A differenza del suo compagno di squadra, ha sbagliato tutto. Il copione è lo stesso del Gran Premio del Qatar: bene in qualifica, poi in gara evapora. Non azzecca la scelta di gomma posteriore, la partenza e nemmeno il tentativo di rimonta dal fondo. Alla fine viene buttato a terra da Morbidelli e non ha colpe, ma ormai la frittata era già fatta. Un pilota dal suo potenziale, che ambisce a diventare il punto di riferimento della Yamaha, non può permettersi prestazioni così scialbe. Ad oggi a comandare è sempre Valentino Rossi, e con pieno merito.

Jorge Lorenzo: voto 4. Irriconoscibile. Mettiamoci tutti gli alibi del caso: la pista che non ha mai amato, la nuova moto ancora da conoscere, l’errore nell’attivazione del limitatore alla partenza, gli acciacchi fisici. Ma arrivare dodicesimo ad oltre ventisette secondi dal suo compagno di squadra è imperdonabile. Meno male che quello della Honda doveva essere un “dream team”: per ora sembra più una formazione a una sola punta. E la nuova avventura di Por Fuera in Honda inizia ad assomigliare in modo sempre più inquietante alla sua vecchia in Ducati.

Andrea Iannone: voto 3. Ultimo in qualifica e ultimo al traguardo. Mentre il suo compagno di squadra, Aleix Espargaro, entra di nuovo nei primi dieci. È l’approccio del Maniaco ad essere sbagliato: pensava di arrivare nella sua nuova squadra e spaccare subito tutto. Il talento per farlo ce l’ha, ma innanzitutto gli tocca imparare, magari anche da chi gli sta a fianco e ha più esperienza di lui sulla Aprilia.

Fabrizio Corgnati