Valentino Rossi sul podio del Gran Premio d'Argentina di MotoGP 2019 (Foto Yamaha)
Valentino Rossi sul podio del Gran Premio d’Argentina di MotoGP 2019 (Foto Yamaha)

MotoGP | Chi ha ancora il coraggio di dare a Valentino Rossi del “bollito”?

“Che roba bella, ne avevo bisogno, ho girato come quando ero giovane!”. Sembra ieri, ma di anni ne sono passati esattamente ventitré dalla prima apparizione di Valentino Rossi nel Motomondiale: era il 1996, si correva in Malesia e un giovanissimo Rossifumi (così lo chiamavano allora) si schierava sulla griglia di partenza della classe 125. “C’era ancora la tv in bianco e nero”, ha scherzato. Oggi il Dottore ha superato la soglia dei quaranta, eppure lo ritroviamo puntualmente sempre lì: sul podio.

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Intramontabile Vale

Nel Gran Premio d’Argentina, che per una strana coincidenza della sorte si è disputato nel giorno in cui ricorreva l’esatto anniversario del suo esordio iridato, ci è salito per la prima volta del 2019. Che, così facendo, è diventata la sua ventiquattresima stagione consecutiva con almeno un piazzamento nella top 3. Vale è riuscito a spezzare il digiuno più lungo della sua carriera con Yamaha: questo risultato non arrivava da luglio scorso, dal GP del Sachsenring 2018, ovvero da ben dieci gare. Ed è stato un capolavoro.

Un capolavoro di esperienza, innanzitutto: perché ventitré stagioni da professionista qualche cosa te la insegnano pure. Ad esempio a scegliere la gomma media al posteriore, una strategia in controtendenza con quasi tutti i suoi avversari, ma che alla fine si è rivelata quella giusta. Ma anche e soprattutto un capolavoro di guida: perché il fenomeno di Tavullia si è incollato ai tubi di scarico del connazionale Andrea Dovizioso, mantenendo alta la pressione su di lui per tutta la gara, e aspettando fino all’ultimo giro per lanciare l’assalto decisivo alla curva 7. Desmodovi non è riuscito a rispondere con uno dei suoi famosi incroci, e questo la dice tutta sulla forza della manovra di Valentino Rossi, visto che il forlivese della Ducati, ad oggi, è il pilota più ostico di tutti nel corpo a corpo (chiedere per informazioni a Marc Marquez).

Valentino Rossi continua a stupire

Ancora una volta, il nove volte iridato si è dunque confermato il punto di riferimento assoluto della Yamaha, mentre il suo ambizioso compagno di squadra Maverick Vinales è nuovamente svanito nel nulla, e non solo per lo sfortunato incidente conclusivo con il compagno di marca Franco Morbidelli. Anche a Termas de Rio Hondo, lo spagnolo ha brillato in qualifica e poi si è liquefatto in gara, partendo male e continuando ancora peggio. Il confronto tra i due portacolori del team ufficiale di Iwata, insomma, è impietoso. Da un lato c’è Rossi, terzo in classifica generale con i suoi 31 punti; dall’altro Vinales, undicesimo a quota 9. La M1 sta finalmente rivedendo la luce in fondo al tunnel, e lo ha dimostrato anche in Argentina, mettendo in campo una fluidità in curva che le ha permesso di rintuzzare la maggior potenza di Ducati e Honda. Ma è il pilota, quel pilota, che continua a metterci realmente del suo. Dopo un inizio di campionato del genere, chi ha più il coraggio di dare del “bollito” al vecchio Valentino Rossi? La realtà è un’altra, ed è emersa brillantemente dalla gara di ieri. Il Dottore è ancora capace di fare la differenza. E, se avesse a disposizione una moto migliore, sarebbe ancora da titolo mondiale.

Fabrizio Corgnati

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