Guardia di Finanza
Guardia di Finanza (foto dal web)

È successo all’aeroporto di Fiumicino: un’anziana donna proveniente da Lima (Perù) e residente a Perugia è stata arrestata con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di un’ingente quantità di cocaina. Insieme a lei sono state fermate altre tre connazionali. Le modalità di trasporto della droga erano surreali.

All’aeroporto di Fiumicino, la Guardia di Finanza ha arrestato un’anziana peruviana residente a Perugia e altre tre donne sue connazionali.  Le Fiamme Gialle hanno infatti scoperto che le donne trasportavano cocaina e che lo facevano in un modo del tutto inusuale. Grazie all’operazione condotta dalla Guardia di Finanza ed ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, è stato smantellato un giro d’affari di oltre un milione di euro che avrebbe immesso nel mercato della droga della Capitale oltre 20.000 dosi di cocaina.

Le modalità di trasporto della droga: organizzazione nel dettaglio

Gli agenti della Guardia di Finanza del Comando provinciale di Roma di stanza a Fiumicino hanno arrestato un’anziana signora proveniente dal Perù e residente a Perugia. I militari hanno infatti scoperto che la donna trasportava una valigia piena di indumenti e scarpe intrisi completamente di cocaina purissima. L’anziana aveva dichiarato di trasportare soltanto abiti ed alcuni regali per i suoi piccoli nipotini, ma gli agenti delle fiamme gialle si sono insospettiti a causa della rigidità degli indumenti e di alcuni fogli di carta contenuti all’interno della valigia dalla donna. Sono stati effettuati immediatamente i test per rilevare la presenza di sostanze stupefacenti e che come sospettato hanno dato esito positivo alla cocaina. In totale sono state due le operazioni condotte dalla Guardia di Finanza e dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che hanno portato al sequestro in aeroporto di oltre 5 chili di cocaina e all’arresto di 4 donne, tra cui anche l’anziana signora: smantellato, quindi, un giro di affari pari ad oltre un milione di euro date le 20.000 dosi rinvenute in possesso delle donne, che sarebbero tutte state immesse sul mercato nero presente nella Capitale.

Le donne sono state condotte presso la Casa Circondariale di Civitavecchia. L’operazione di servizio rientra nell’ambito del contrasto al fenomeno del traffico internazionale di sostanze stupefacenti e alle organizzazioni criminali che si finanziano con il business della droga.

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