Andrea Dovizioso sulla Ducati nelle qualifiche del GP d'Argentina di MotoGP 2019 (Foto MotoGP)
Andrea Dovizioso sulla Ducati nelle qualifiche del GP d’Argentina di MotoGP 2019 (Foto MotoGP)

MotoGP | Marquez davanti a Dovizioso? Per la Ducati è una sconfitta da festeggiare

Quando una squadra punta al campionato del mondo di MotoGP, non basta che trionfi sui circuiti in cui la sua moto va più forte: bisogna soprattutto che perda meno punti possibile in quelle gare in cui è costretta ad inseguire. A vincere sulle piste amiche sono capaci tutti (o quasi): il vero fenomeno la differenza la fa nelle giornate storte, quando si tratta di limitare i danni. Quando il primo posto non è alla sua portata, e allora fa di tutto per arrivare secondo, evitando magari di scivolare fino al decimo.

Ecco, è proprio questa considerazione che rende le qualifiche del Gran Premio d’Argentina la più bella sconfitta ottenuta finora dalla Ducati. Andrea Dovizioso si è piazzato terzo, ha subìto sul giro secco la superiorità di un Marc Marquez evidentemente a suo agio con la Honda sulle curve da percorrenza del tracciato di Termas de Rio Hondo. Ma lui, non essendo in grado di ambire alla pole, ha comunque conquistato la prima fila, e con un distacco di appena 164 millesimi, non certo un’eternità. Se consideriamo che un anno fa, di questi tempi, Desmodovi non era riuscito a far meglio dell’ottava piazzola, questo ci dà la misura del passo in avanti compiuto dalla Desmosedici GP nell’arco di quest’ultima stagione.

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La crescita Ducati

Che non si è concentrato tanto sul miglioramento dei punti di forza, quanto piuttosto sull’attenuazione di quelli deboli. Già due stagioni fa Dovizioso fu capace di concludere il campionato con lo stesso numero di vittorie di Marquez, ben sei: ma se ad aggiudicarsi il titolo fu il Cabroncito, la ragione è da ricercarsi proprio nella sua maggiore costanza di rendimento. A pesare furono soprattutto i risultati deludenti in quei Gran Premi in cui la Honda era semplicemente troppo veloce. Uno tra tutti, proprio quello d’Argentina, dove Dovizioso si dovette ritirare.

Gigi Dall’Igna lo ha capito bene, e infatti ha lavorato sodo, e con successo, per rendere la Ducati non più una moto imprendibile solo nei circuiti superveloci, ma completa e competitiva in tutte le aree. Di gare come questa, in cui del numero 93 per bene che ti vada riesci solo a vedere i tubi di scarico, ne arriveranno altre, come ad esempio Austin o il Sachsenring. Ma se Desmodovi riuscirà almeno a tenere la sua scia, avrà fatto il suo dovere. Ci saranno altre occasioni in cui far valere tutta la potenza del motore di Borgo Panigale.

Le chance Yamaha

Per la vittoria, a Termas, sembra invece davvero difficile pronosticare un nome diverso da quello di Marc Marquez. Non solo ha conquistato la pole position, ma nelle prove libere ha messo in luce anche un passo gara che, come ci si aspettava, è martellante rispetto alla concorrenza. Anche grazie al fatto che questa pista gli consente di utilizzare la sua gomma anteriore preferita, quella dura. A infastidirlo potrebbe provarci la Yamaha, altra moto che da queste parti è stata spesso capace di dire la sua. Maverick Vinales parte secondo, ma come in Qatar resta da verificare la sua tenuta alla distanza; Valentino Rossi scatta quarto, ma è accreditato di un ritmo potenzialmente da prime posizioni, e se azzeccherà un buon via allora dovremo tenerlo d’occhio.

Così come andrà tenuto d’occhio il cielo. Già, perché durante la notte argentina la pioggia è data per certa, ma potrebbe rifarsi viva anche all’ora della gara. E in quel caso sì che i pronostici, anche quelli più favorevoli a Marquez, rischierebbero di saltare. Vero, Dovizioso?

Fabrizio Corgnati