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Ospedale © Getty Images

Ieri sera è arrivato il risultato del test del DNA effettuato sul primo figlio dell’infermiera di Prato accusata di violenza sessuale su un minore di 14 ani suo allievo di ripetizioni private. Anche sul marito della donna pende un’accusa: alterazione di stato.

Nella tarda serata di ieri, sono stati resi noti i risultati del test del DNA effettuati sul primo figlio, dell’infermiera di Prato, oggi accusata di violenza sessuale su minore. La donna avrebbe abusato di un ragazzo di 14enne a cui impartiva ripetizioni private di inglese e dalla loro relazione è nato un bambino. Coinvolto nella vicenda, però, c’è finito anche il marito della donna. L’uomo, infatti, risulta indagato per alterazione di stato.

Il motivo del test anche sull’altro figlio: la posizione del marito dell’infermiera

Il marito della donna, secondo gli inquirenti, si sarebbe reso responsabile di aver posto in essere una condotta criminosa consistita nell’aver dichiarato all’anagrafe come suo un figlio che invece sapeva benissimo essere frutto di una relazione extraconiugale della moglie con un’altra persona. La procura, dato l’atteggiamento che avrebbe tenuto l’uomo in quella circostanza, ha disposto il test del DNA anche sul primo figlio della coppia, ora undicenne. Il risultato dell’esame è giunto in serata: il primogenito è figlio del marito dell’infermiera. Secondo gli inquirenti, un esito diverso del test, avrebbe potuto solo aggravare la posizione dell’uomo che al momento risulta indagato per alterazione di stato avendo registrato all’anagrafe come proprio il figlio che la moglie aveva avuto con il suo allievo di soli 14anni. Se dal test fosse emerso che neanche il primo figlio era suo, ma che era stato ufficializzato come tale, di certo la sua posizione si sarebbe complicata.

L’uomo avrebbe dovuto essere sentito dai pubblici ministeri Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli, tuttavia ha fatto sapere agli inquirenti che si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere e quindi l’interrogatorio non si è tenuto. In ogni caso, nei giorni scorsi il marito dell’infermiera ha continuato a sostenere di non avere alcuna contezza del fatto che il bambino avuto l’anno scorso dalla moglie non fosse suo e di aver saputo che il padre era il quindicenne solo successivamente dalla donna. Per la Procura questa circostanza è poco plausibile, considerato che la donna non avrebbe fatto mistero anche in palestra, che il suo secondo figlio era frutto di una relazione extraconiugale.

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