Quali sono i (veri) mali della Ferrari? Spuntano due ipotesi clamorose

0
575
I meccanici della Ferrari pronti per la prova di pit stop al Gran Premio del Bahrein di F1 2019 (Foto Ferrari)
I meccanici della Ferrari pronti per la prova di pit stop al Gran Premio del Bahrein di F1 2019 (Foto Ferrari)

F1 | Quali sono i (veri) mali della Ferrari? Spuntano due ipotesi clamorose

Che tipo di problemi tecnici hanno tormentato la Ferrari SF90 al Gran Premio d’Australia, che ha inaugurato la stagione di Formula 1 2019, tanto da farla arrivare al traguardo con quasi un minuto di ritardo dalla diretta rivale Mercedes? Il team principal (e direttore tecnico) della Rossa, Mattia Binotto, giura di avere trovato la risposta a questa domanda, grazie ad una settimana di intensa analisi dei suoi ingegneri, dietro le quinte. Ma si è ben guardato dal renderla pubblica: così, anche alla vigilia del rientro in pista in Bahrein, nel paddock questo interrogativo continua ad aleggiare.

-> Per restare aggiornato sulle ultime notizie di F1, MotoGP e Superbike CLICCA QUI

Marko punta il dito sul motore Ferrari

Un’ipotesi, indubbiamente autorevole, ha provato ad avanzarla il plenipotenziario della Red Bull, Helmut Marko, identificando due aree critiche in particolare. La prima: che la Ferrari abbia esagerato nel voler ridurre gli ingombri al retrotreno, costringendo i motoristi a montare il propulsore in uno spazio così compatto da rendere complicatissimo il raffreddamento (un problema analogo è stato registrato dal motore del Cavallino rampante anche sulla Haas). La seconda: che l’incapacità di trovare un assetto adatto alla pista di Melbourne abbia avuto un effetto negativo sui consumi di carburante, che spiegherebbe lo stile di guida al rallentatore adottato da Sebastian Vettel sul finale di gara. Se la teoria di Marko fosse vera, per la Rossa rischierebbe di prospettarsi un altro weekend di gara potenzialmente disastroso: il circuito del Sakhir, che ospita la seconda tappa iridata, infatti, è molto esigente sia per i consumi che per il raffreddamento, per via delle temperature desertiche del Bahrein.

Vettel dà la colpa all’aerodinamica

Per avere la certezza definitiva, tuttavia, bisognerà attendere la prova dell’asfalto. Già, perché in Ferrari le bocche rimangono cucite e, anche di fronte alla specifica domanda sul tema, Vettel ha dato una risposta evasiva: “Dopo la gara, sull’aereo, abbiamo fatto due risate, ma Helmut stava dormendo,” ha scherzato. “Quindi non so da dove abbia tirato fuori questa analisi…”. Un’altra possibile spiegazione alla perdita di velocità della Rossa, tuttavia, il campione tedesco se l’è effettivamente lasciata scappare: solo che non riguarda il motore, bensì l’aerodinamica. Se l’anno scorso la vettura di Maranello vantava la migliore velocità di punta era anche per via del minor carico che sviluppava: in questo ultimo modello, invece, i progettisti si sarebbero concentrati più sulla tenuta in curva che sulle prestazioni in rettilineo. “La nostra sensazione è che questa sia una macchina molto forte,” ha confermato Seb. “Molto veloce in curva, ma forse un po’ più lenta sui dritti”.

Comunque sia, la vera risposta è ben nascosta nei computer dei tecnici italiani. Che sono convinti di avere già trovato le adeguate contromisure, e dunque non vedono l’ora di riportare la macchina fuori dai box, per dimostrarlo concretamente. Di passi avanti, a Maranello, ne sono stati compiuti di certo: resta da vedere se saranno sufficienti per scavalcare una Mercedes così in palla come quella che abbiamo visto trionfare in Australia.

Fabrizio Corgnati