Denise Pipitone
Denise Pipitone (foto dal web)

La criminologa forense Roberta Bruzzone torna sul caso della scomparsa della piccola bimba Denise Pipitone, di cui si sono perse le tracce a Mazara del Vallo (Trapani) il 1 settembre del 2004. Secondo la Bruzzone bisognerebbe riesaminare il caso ripartendo da zero con nuovi occhi per poter trovare qualche indizio rilevante, magari sfuggito in passato.

La criminologa e psicologa forense Roberta Bruzzone torna a parlare della scomparsa di Denise Pipitone, la bambina di cui si sono perse le tracce oltre 14 anni fa a Mazara del Vallo, comune in provincia di Trapani. Dalla mattina del 1 settembre del 2004 non si hanno più notizia della bambina di quattro anni che mentre stava giocando davanti casa della nonna materna insieme ad un cugino è scomparsa nel nulla. Denise il 26 ottobre scorso avrebbe compiuto 18 anni ed i suoi genitori, Piera Maggio e Pietro Pulizzi, non hanno mai perso le speranze di poterla ritrovare. La nota criminologa sostiene che bisognerebbe ricominciare nuovamente da zero per analizzare il caso con nuovi occhi nel tentativo di rintracciare qualche dettaglio di rilievo per le indagini.

La mamma di Denise: “Non avremmo pace finchè non ci sarà giustizia e verità”

Il 1 settembre 2004 Denise Pipitone, una piccola bimba di neanche quattro anni scompare nel nulla a Mazzara del Vallo, comune in provincia di Trapani. Nonostante gli appelli e le numerose ricerche effettuate sul territorio, non sono state mai ritrovate tracce della piccola che ad ottobre dello scorso anno sarebbe divenuta maggiorenne. A non perdere le speranze nonostante il tempo trascorso sono i genitori di Denise, e la madre Piera Maggio che nei mesi scorsi ha dichiarato al quotidiano Il Messaggero di non avere dubbi su quanto successo e di essere ancora in cerca di risposte sulla misteriosa scomparsa della figlia. “Oramai – dichiara la Maggio- sono passati quattordici anni dal sequestro della nostra bambina, ma nulla è cambiato. La mancanza di verità e giustizia permane nel tempo. Chi sono i colpevoli del rapimento di Denise? Su questo non abbiamo dubbi, senza dover aggiungere altro… Noi genitori meritiamo e pretendiamo delle risposte certe e concrete dalla giustizia italiana, i bambini non spariscono nel nulla! Rimaniamo in attesa, impantanati dentro delle verità nascoste, dietro l’omertà e la codardia di alcuni”. La mamma di Denise conclude le proprie dichiarazioni a Il Messaggero sostenendo: “Non avremo mai pace finché non ci sarà giustizia e verità, tanto meno l’avranno i responsabili. Ai mostri che vigliaccamente si sono macchiati di tale gesto, auguriamo che tutto il male procurato come un boomerang gli torni contro. I bambini non si toccano! Noi non molleremo e continueremo sempre a cercare Denise, figlia nostra e dell’Italia intera”.

Per la scomparsa della bambina è stata processata e successivamente assolta la sorellastra di Denise, Jessica Pulizzi, indagata per rapimento. La sorellastra di Denise era stata indagata in seguito ad un intercettazione mentre parla con la propria madre Anna Corona, ex moglie di Pietro Pulizzi, padre naturale di Denise e Jessica. La frase in siciliano, che secondo l’accusa sarebbe riferita alla piccola scomparsa, è: “Io a casa c’à purtai” che tradotto in italiano significa “Io a casa l’ho portata“. Nel corso del processo sono state esaminate anche altre intercettazioni sospette, ma dopo anni di udienze, durante le quali i PM avevano avanzato una richiesta di 15 anni di reclusione nei confronti di Jessica per rapimento, la donna viene assolta nei primi due gradi di giudizio, sentenza confermata anche dalla Cassazione nell’aprile del 2017.

Denise Pipitone, la criminologa forense Bruzzone: “Bisogna riesaminare tutto con nuovi occhi”

Nelle scorse settimane tornata a parlare del caso la nota criminologa e psicologa forense Roberta Bruzzone che sul settimanale Giallo ha affermato: “Ritengo che l’unica via ancora possibile per fare luce in questa vicenda sarebbe riesaminare tutto da capo con occhi nuovi. Chi si occupa come me di casi a pista fredda, sa bene come le informazioni decisive possano celarsi non tanto negli accertamenti di matrice scientifica ma nelle testimonianze rese dai vari soggetti coinvolti nella vicenda“. Infine la Bruzzone ha concluso il suo intervento spiegando: “Parliamoci chiaro: è impossibile che nessuno abbia visto o sentito nulla in considerazione della gravità e della portata della vicenda. Occorre scovare nelle contraddizioni, nelle ‘sfumature’ delle dichiarazioni rese da tutti coloro che sono stati sentiti“.