MotoGP, Dall’Igna: “Il dispositivo Yamaha generava downforce”

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Gigi Dall’Igna (Getty Images)

MotoGP, Gigi Dall’Igna: “50% del budget speso nella difesa in FIM”

Il giovedì di Termas de Rio Hondo è iniziato all’insegna della sentenza della Corte d’Appello FIM. Dopo 16 giorni di attesa e un’audizione di 7 ore, Ducati può sventolare una doppia vittoria. E respinge punto per punto le accuse mosse dagli avversari. Nel frattempo Honda ha presentato a Danny Aldridge il progetto di un deflettore al posteriore simile a quello della Desmosedici, ma la richiesta è stata respinta. Tentativo di emulazione andato storto o un modo per provocare la direzione tecnica?

I costi dell’aerodinamica

In attesa di conoscere la sentenza, KTM aveva sostenuto che la “follia aerodinamica” costringe ad un aumento dei costi. Le nuove limitazioni sulle carenature stabilite nella scorsa stagione avevano il chiaro obiettivo di abbassare il tetto di spesa. Il deflettore Ducati sembra remare in senso contrario. Gigi Dall’Igna ha pronta la risposta nel giovedì di Rio Hondo: “Il costo della nostra difesa in Corte d’Appello della FIM è più o meno simile a quello di cinque giorni nella galleria del vento. Ducati Corse, nel 2018, ha sviluppato dieci giorni di lavoro in galleria del vento. Vale a dire che il 50% del budget aerodinamico di Ducati nella galleria del vento è stato investito nella nostra difesa in FIM, non nello sviluppo aerodinamico“.

Disponibilità al dialogo

Resta testa l’atmosfera nel paddock tra i costruttori, la ferita è ancora fresca per essere ricucita. Borgo Panigale, incassata la vittoria, non presenterà una protesta contro le ali della Honda, considerate troppo sporgenti e flebili. Precisa che era solo una provocazione. “Spero sia giunto il momento di chiudere questa pagina e guardare al futuro. Dovremmo vendere questo campionato in un modo migliore e collaborare insieme per chiarire tutti gli aspetti tecnici che non sono chiari. In realtà non è solo l’aerodinamica un problema complicato. Siamo disponibili – ha sottolineato Gigi Dall’Igna – a valutare qualsiasi possibilità di miglioramento in questo senso“.

Corsa al deflettore e funzione primaria

Adesso inizierà la corsa per copiare l’appendice, con Aprilia già pronta per Austin e Suzuki seguirà a ruota. Gli altri team vogliono vederci chiaro: “Il mondo della competizione è sempre stato così. C’è chi pensa l’dea e, quando viene capito che è positiva, cercano di copiarla o addirittura di migliorarla. Onestamente, è qualcosa che abbiamo fatto anche noi, tenendo d’occhio i nostri avversari. In particolare la Yamaha, che alla fine dello scorso anno usava un dispositivo simile al nostro. Quello aveva un obiettivo diverso, ma sicuramente generava anche carico aerodinamico. Ma insisto, sia noi che i nostri rivali lavoreremo sicuramente per ottenere prestazioni migliori“.

Come è riuscita Ducati a vincere la sfida legale a Ginevra? “La nostra motivazione è stata di raffreddare il pneumatico, e poi se si ottengono altri effetti”. La quantità di carico aerodinamico “potrebbe essere stimato intorno ai 300 o 400 grammi a 180 km / h nella fase di accelerazione. Questo varia perché, man mano che la velocità aumenta, anche l’effetto aumenta. Ma la ragione principale era il raffreddamento termico del pneumatico per i nostri interessi e non il carico aerodinamico che si poteva ottenere“.