Andrea Dovizioso ai box della Ducati (Foto Ducati)
Andrea Dovizioso ai box della Ducati (Foto Ducati)

MotoGP | La Ducati c’è, anche sulla pista nemica. E Marquez è avvisato

E meno male che doveva essere un weekend critico, per la Ducati. Andrea Dovizioso chiude al comando la prima giornata di prove libere del Gran Premio d’Argentina: e questa è davvero una notizia. Se il dominio della Desmosedici GP all’esordio stagionale in Qatar era infatti largamente atteso, grazie al layout superveloce del tracciato che premia la potenza del motore di Borgo Panigale, l’appuntamento di Termas de Rio Hondo si preannunciava invece molto più in salita, per la Casa bolognese, che sulle sue curve da percorrenza non era mai riuscita a tenere il passo della Honda.

Fino ad oggi. Già, perché su una pista in cui finora ha raccolto un misero secondo posto e basta, Dovizioso stavolta si è presentato in grandissima forma. Nella sessione del mattino non si è nemmeno scomodato a montare le gomme morbide (e ha chiuso settimo, dopo essere stato a lungo secondo), ma in quella del pomeriggio si è piazzato davanti a tutti. E a completare la prestazione collettiva della Ducati ci ha pensato il pilota satellite Jack Miller, secondo in entrambi i turni. Insomma, una prova di forza e di grande convinzione, che i leader del campionato hanno messo in scena sull’onda del morale alto: per il trionfo di Losail e per il successo in corte d’appello sul ricorso contro il loro “cucchiaio”. Dopo questo venerdì, una clamorosa vittoria rossa in Argentina non sembra più così improbabile. E, se si materializzasse, darebbe definitiva concretezza alle ambizioni di titolo mondiale per la squadra italiana.

-> Per restare aggiornato sulle ultime notizie di F1, MotoGP e Superbike CLICCA QUI

Yamaha in crescita

Positiva anche la giornata per la Yamaha, una Casa che invece ha bisogno come il pane di conferme. Maverick Vinales, approfittando come al solito della sua crescita nel finale di sessione, si è piazzato terzo a poco più di un decimo e mezzo dalla vetta. Valentino Rossi, apparso un po’ nervoso durante le sessioni e non del tutto a suo agio con il bilanciamento della moto, in particolare quando montava le gomme dure, ha però recuperato pure lui con il passare dei minuti, fino a chiudere sesto, dietro al compagno di marca satellite Fabio Quartararo. Se a questi risultati si aggiunge il nono posto del nostro Franco Morbidelli, ne esce un quadro più che promettente per la M1, che storicamente a Termas non ha mai sfigurato.

Incognita Marquez

Si nasconde, invece, la Honda, attesa a ben altri exploit su un circuito in cui Marc Marquez è sempre riuscito a tenere un ritmo inarrivabile per la maggior parte della concorrenza. Il Cabroncito aveva dominato stamattina, con condizioni di pista poco indicative. Nel pomeriggio è scivolato in ottava piazza, a ben tre decimi da Dovizioso, ma solo perché ha deciso di non montare le gomme morbide sul finale. Difficile dunque tracciare un bilancio della competitività del campione del mondo in carica, che però da queste parti (e non solo) non va mai sottovalutato. A tenere alta la bandiera della Casa alata ci ha pensato Cal Crutchlow, vincitore della convulsa passata edizione di questa gara, che oggi ha artigliato la quarta posizione. Quanto a Jorge Lorenzo, ancora una volta non pervenuto: in classifica è ventunesimo, ovvero penultimo, a quasi un secondo dalla testa.

Fabrizio Corgnati