Belli, furbi e cattivi, è l’Italia che vince questa Ducati che dà fastidio

La Rossa è pronta a vincere

0
268
Ducati (Getty Images)

MotoGP | Belli, furbi e cattivi, è l’Italia che vince questa Ducati che dà fastidio

C’era una volta una moto che aveva un grande motore, ma che non riusciva a mettere a terra tutta quella potenza in maniera adeguata. C’era una volta un gran bel pilota dal cuore d’oro che però, casco in testa, si sentiva inferiore ai big della MotoGP e finiva semplicemente per accodarsi a loro.

In questa favola, dal lieto fine ancora da scrivere si sono innalzati a protagonisti Ducati e Andrea Dovizioso, la macchina e l’uomo, pronti ad unirsi in un unico corpo per portare avanti un sogno chiamato Mondiale.

Se sei interessato a tutti gli aggiornamenti sulla Ducati CLICCA QUI

Rivoluzione Rossa

La svolta per la Rossa arriva nel 2014 quando Gigi Dall’Igna migra dall’Aprilia a Borgo Panigale per portare il suo bagaglio di conoscenze ed il suo genio. Sono anni frenetici in cui Ducati mette in fila una novità dietro l’altra rivoluzionando il mondo della MotoGP.

Per accarezzare il sogno però ci vuole anche un pizzico di umana follia e arriva dall’uomo inatteso, Andrea Dovizioso. L’italiano sbriciola nel confronto diretto il nuovo compagno di team Jorge Lorenzo e capisce finalmente di avere il talento per poter stare lì con i grandi consacrandosi come uno dei rider più importanti del panorama motociclistico mondiale.

Le recenti novità aerodinamiche non sono viste di buon occhio dai giapponesi che si sono ritrovati improvvisamente in fuorigioco davanti al genio di Gigi Dall’Igna. Questa Italia che vince quindi ora dà fastidio e dà fastidio soprattutto perché spinge l’asticella troppo in alto, lì dove qualche team per arrivarci è costretto a spendere miliardi.

Belli, furbi e cattivi, a Borgo Panigale hanno messo in pista e in fabbrica tutti gli ingredienti per provare a salire sul tetto del mondo. Lo sa bene anche Andrea Dovizioso, che testa bassa, senza fare proclami, accarezza il sogno del primo titolo in MotoGP e poco importa se qualcuno vorrà salire sul carro del vincitore all’ultimo minuto. La Rossa c’è, il Dovi pure, è l’Italia che vince e il mondo può anche cominciare a tremare.

Antonio Russo