MotoGP, Massimo Rivola: “La Federazione non poteva sconfessare Aldridge”

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Dall'igna gigi ducati Superbike 2019
Getty Images

MotoGP, Massimo Rivola: “La Federazione non poteva sconfessare Aldridge”

La Ducati arriva a Termas de Rio Hondo dopo aver incassato una vittoria a Ginevra, dove la Corte d’Appello ha decretato la legittimità della pinna. Qualcosa è cambiato nel rapporto tra i costruttori, a dirlo è lo stesso Gigi Dall’Igna che non ha ben accolto le parole di Mike Leitner: “Mi hanno dato fastidio. Ho sempre pensato che la modestia fosse una qualità importante e di conseguenza ho sempre provato a comportarmi così. Poi ognuno ha le proprie opinioni”.

Ma il direttore tecnico KTM ribadisce quanto detto: “Semmai è stato Gigi a dire che gli altri non sono furbi abbastanza — spiega l’ex capotecnico storico di Dani Pedrosa a ‘La Gazzetta dello Sport’ -. La sentenza non mi sorprende: quando si tratta di prendere una decisione tecnica e politica tutto può accadere. Di sicuro con la nostra azione abbiamo fatto capire come serva più credibilità e sia necessario che in sede di regolamenti ci sia più controllo. Per come si era lavorato in ottica 2019, c’era una filosofia di almeno 5 Case che non voleva andare in una direzione aerodinamica, e tutti in inverno hanno lavorato con questo spirito”.

Massimo Rivola, ad Aprilia, spera che si faccia più chiarezza sul regolamento e cerca di farsi una ragione sulla sentenza. “Il d.t. Danny Aldridge è uscito legittimato dalla sentenza perché ha cambiato ancora una volta idea, dopo avere dichiarato una prima volta che “lo scopo era solo quello di raffreddare la gomma posteriore”. La Federazione non poteva sconfessare se stessa. Dire che la Ducati ha imbrogliato non è la giusta conclusione. Si sono mossi in maniera giusta, sfruttando le lacune, sono stati bravissimi ad andare al limite. Il punto debole non è la Ducati, ma chi fa le regole”.