MotoGP, GP Argentina: i 5 temi caldi del weekend di gara

Marc Marquez sulla sua Honda nel Gran Premio d'Argentina di MotoGP 2018 (Foto Red Bull)
Marc Marquez sulla sua Honda nel Gran Premio d’Argentina di MotoGP 2018 (Foto Red Bull)

MotoGP | GP Argentina: i 5 temi caldi del weekend di gara

Dopo l’esordio stagionale con il Gran Premio del Qatar e la lunga coda di ricorsi e polemiche culminata con la sentenza della corte d’appello, la MotoGP è pronta a tornare in pista in Argentina, a Termas de Rio Hondo. Un circuito molto diverso da quello che ha inaugurato il campionato, e che dunque potrebbe nuovamente rimescolare le carte dei valori in campo, regalando risultati imprevedibili. Tra una Ducati che difende la sua leadership iridata, una Honda favorita alla vigilia e Yamaha e Suzuki alle prese con le loro incognite, ecco i cinque quesiti da tenere d’occhio durante questo fine settimana di gara.

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1. La Ducati supererà la prova più difficile (finora)?

La Ducati ha fatto en plein, portando a casa già due successi. Il primo in pista, nel Gran Premio del Qatar che ha inaugurato la stagione di MotoGP 2019; il secondo in tribunale, grazie alla sentenza della corte d’appello che ha rigettato il ricorso contro il suo famigerato “cucchiaio”. Ora, però, la Rossa di Borgo Panigale e il suo caposquadra Andrea Dovizioso sono attesi ad una prova, sulla carta, ancora più complicata: quella della pista di Termas de Rio Hondo. Un circuito che alla Desmosedici non è mai andato giù, perché richiede grande velocità di percorrenza in curva: un aspetto che storicamente ha rappresentato il principale tallone d’Achille della moto bolognese. Tanto che, a parte un secondo posto nel 2015, Desmodovi non ha mai raccolto granché da queste parti. Vedremo se questa edizione della gara argentina è destinata a cambiare le cose: se così fosse, se la Ducati riuscisse a imporsi anche in un terreno a lei tendenzialmente sfavorevole, allora la Honda dovrebbe davvero cominciare a tremare.

2. Marc Marquez è il favorito, ma vincerà davvero lui?

Al contrario della Ducati, la Honda solitamente è capace di esprimersi al meglio nel Gran Premio d’Argentina, forte della sua agilità e maneggevolezza. Eppure Marquez non è stato sempre in grado, nelle varie edizioni, di trasformare in vittoria finale il ritmo forsennato che è in grado di imporre alla gara. L’esempio più clamoroso lo abbiamo avuto l’anno scorso, quando ha prima spento la sua moto sulla griglia di partenza, poi si è beccato un ride through per essersi comunque schierato sulla propria piazzola, infine ha buttato per terra Valentino Rossi rimediando altri trenta secondi di penalità. Il successo è andato comunque alla Casa alata, grazie a Cal Crutchlow, ma per il Cabroncito si è trattato indubbiamente di un’occasione persa. Sarà così anche quest’anno?

3. Jorge Lorenzo farà dei passi in avanti?

L’inizio d’anno per il nuovo portacolori della Honda è stato a dir poco deludente. Mentre ancora non aveva concluso la sua convalescenza dalla frattura invernale allo scafoide sinistro, Jorge Lorenzo è stato vittima di un altro brutto incidente nelle prove libere, fratturandosi una costola. A Losail, stringendo i denti, è riuscito comunque a vedere la bandiera a scacchi, ma al tredicesimo posto. Non certo l’esordio ideale, per un pilota che legittimamente ambisce alla corsa mondiale. Tre settimane dopo, a Termas de Rio Hondo, una pista che non ha mai particolarmente gradito e dove non ha mai vinto, Por Fuera tenterà dunque subito il cambio di passo. Sempre che le sue condizioni fisiche non glielo impediscano.

4. La Yamaha sfrutterà la pista amica?

Il quinto posto finale in Qatar ha rassicurato Valentino Rossi, dimostratosi ancora capace di entusiasmanti rimonte e grandi miracoli in gara, ma non può certamente aver soddisfatto la Yamaha. La M1 ha palesato ancora una volta i suoi annosi problemi di tenuta della gomma posteriore: un elemento che, su una pista severa per gli pneumatici come quella di Termas de Rio Hondo, si rivelerà cruciale. Eppure, negli ultimi anni, il circuito delle pampas è sempre stato favorevole alla Casa dei Diapason. Se i tecnici di Iwata saranno capaci di ottimizzare tutte le variabili, dall’assetto all’elettronica, quel buon risultato che servirebbe come il pane al morale della squadra è raggiungibile. Ma di qui a riuscirci davvero, ce ne passa.

5. La Suzuki rovinerà i piani dei big?

La crescita, graduale ma continua, della Suzuki procede senza sosta: iniziata nell’epilogo della passata stagione e confermata attraverso i test pre-campionato, ha portato Alex Rins al quarto posto nel Gran Premio del Qatar. I presupposti per una buona prestazione anche a Termas sembrano esserci tutti, considerato pure che sia la moto, sia il pilota spagnolo (che qui l’anno passato ottenne il suo primo podio), amano le curve veloci. Se anche stavolta la Casa nipponica riuscisse ad infilarsi nelle prime posizioni, allora si potrebbe smetterla di definirla outsider e inserirla definitivamente tra le certezze di questo Mondiale di MotoGP 2019.

Fabrizio Corgnati