F1, GP Bahrein: i 5 dubbi che scioglieremo nel weekend di gara

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La partenza del Gran Premio del Bahrein di F1 2018 (Foto Ferrari)
La partenza del Gran Premio del Bahrein di F1 2018 (Foto Ferrari)

F1 | GP Bahrein: i 5 dubbi che scioglieremo nel weekend di gara

Il Gran Premio d’Australia, che ha inaugurato la stagione di Formula 1 2019, ha risposto a molte domande sui reali rapporti di forza tra i concorrenti al campionato del mondo, ma almeno altrettante ne ha lasciate aperte. Il banco di prova del circuito cittadino anomalo di Melbourne non ha infatti consentito di apprezzare appieno i valori in campo, in tutte le loro sfaccettature. Una pista come quella del Sakhir, in Bahrein, che questo fine settimana ospita la seconda tappa stagionale, potrebbe iniziare a fornirci qualche certezza in più sotto questo punto di vista. Ecco dunque i dubbi più interessanti che la gara di domenica potrebbe definitivamente sciogliere.

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1. Che Ferrari vedremo nel Gran Premio del Bahrein?

Sarà quella veloce e stabile dei test pre-campionato a Barcellona, oppure quella in sordina, in crisi di assetto e di gomme, ingestibile da guidare che abbiamo visto all’esordio stagionale in Australia? I precedenti sembrerebbero rassicuranti per la Ferrari, che il Gran Premio del Bahrein lo ha vinto per gli ultimi due anni di fila, con Sebastian Vettel. E le caratteristiche del circuito, dove contano molto la frenata, l’accelerazione in uscita di curva, la velocità di punta e la gentilezza con le gomme, sono particolarmente adatte ad esaltare gli storici punti di forza della Rossa. A Maranello giurano di aver già scoperto e corretto i problemi evidenziati a Melbourne, dunque i tifosi non possono aspettarsi nulla di meno di un pronto riscatto. Se così non fosse, il campionato di Formula 1 2019 si prospetterebbe da subito fortemente in salita per la Scuderia.

2. La Mercedes continuerà a sorprendere?

Sembra strano utilizzare questo verbo per una squadra che ha vinto gli ultimi cinque titoli mondiali consecutivi, eppure la Mercedes è davvero stata la sorpresa del Gran Premio d’Australia. Qualcuno se la aspettava là davanti, ma nessuno poteva prevedere un margine così cospicuo. Invece la Freccia d’argento ha ribadito per l’ennesima volta la sua estrema rapidità di reazione, anticipando gli aggiornamenti alla macchina originariamente previsti per la Cina e risolvendo così quelle difficoltà che erano emerse durante le prove invernali. Difficile che anche al Sakhir gli iridati in carica siano in grado di dominare con il medesimo margine, ma sicuramente in queste due settimane gli ingegneri anglo-tedeschi non sono rimasti con le mani in mano, e dunque qualche ulteriore passo in avanti verso il campionato potrebbero in effetti averlo compiuto.

3. Lewis Hamilton saprà rispondere a Valtteri Bottas?

Nonostante la doppietta della Mercedes, la stagione di Formula 1 2019 non è iniziata nel migliore dei modi per Hamilton, che ha scoperto un avversario inatteso nella corsa iridata: non Vettel, bensì il suo compagno di squadra Bottas. Dimenticatevi il fido scudiero: ora il finlandese è diventato un pilota maturo, sicuro dei propri mezzi e con tutte le intenzioni di dare del filo da torcere al suo più vincente vicino di box. A Melbourne il suo successo è stato totale e convincente, ora dovrà fare del suo meglio per ripetersi al Sakhir, una delle sue piste preferite. Se così fosse, non è da escludere che Hamilton inizi ad avvertire la pressione interna al suo stesso team e a commettere qualche errore di troppo. Proprio come accadde nel 2016 contro Nico Rosberg…

4. La Red Bull riuscirà ad inserirsi nella lotta mondiale?

Un anno fa il Gran Premio del Bahrein si concluse con un autentico disastro per la Red Bull: doppio ritiro. Ma stavolta i Bibitari si presentano al via con il morale alto, reduci come sono dal podio conquistato in Australia. Il motore Honda ha superato la prima prova a pieni voti e, anche se quella del Sakhir si prospetta più complicata, per via dei lunghi rettilinei e delle temperature elevate, non va dimenticato che nella scorsa edizione il propulsore nipponico conquistò il quarto posto con la Toro Rosso. Oggi che può contare su altri dodici mesi di sviluppo, su un telaio di livello e su un Max Verstappen in gran forma, la missione di infilarsi di nuovo tra Mercedes e Ferrari non sembra più così impossibile.

5. Lo spettacolo migliorerà?

Se la pista di Melbourne non ha mai regalato sorpassi in quantità, così non si può dire di quella del Sakhir, dove specialmente la violenta staccata della prima curva, che segue il lunghissimo rettilineo principale, offre grandi opportunità per gli attacchi. Si tratterà dunque di un test importante per il nuovo regolamento tecnico, studiato proprio per rendere più semplice per le vetture tenere la scia di quelle che le precedono: se non dovessimo assistere ad un numero di manovre effettivamente più cospicuo, allora ci si potrebbe iniziare a chiedere se tutti gli studi (e i soldi) spesi per concepire la nuova aerodinamica siano realmente valsi la pena.

Fabrizio Corgnati