La Ducati vince per la seconda volta: ecco cosa succederà ora in MotoGP

0
1566
La festa Ducati per Andrea Dovizioso nel Gran Premio del Qatar di MotoGP 2019 (Foto Ducati)
La festa Ducati per Andrea Dovizioso nel Gran Premio del Qatar di MotoGP 2019 (Foto Ducati)

MotoGP | La Ducati vince per la seconda volta: ecco cosa succederà ora in MotoGP

La Ducati vince per la seconda volta. Dopo aver tagliato il traguardo per prima nel Gran Premio inaugurale della stagione MotoGP 2019, in Qatar, ieri la Rossa di Borgo Panigale ha portato a casa un ulteriore, e altrettanto importante, trionfo: stavolta nell’attesissimo processo aperto con il ricorso degli avversari sul suo “cucchiaio”. Ci sono voluti ben sedici giorni per arrivare ad una sentenza definitiva da parte dei giudici della Federazione motociclistica internazionale, ma finalmente ieri è arrivata, e ha dato ragione proprio alla Casa bolognese. Una decisione pesante, che produrrà nell’immediato diverse conseguenze sul mondo del Motomondiale: ecco quali.

-> Per restare aggiornato sulle ultime notizie di F1, MotoGP e Superbike CLICCA QUI

Ricorso bocciato: il “cucchiaio” Ducati è legale

La prima e più ovvia conseguenza del verdetto della corte d’appello Fim è che la Ducati mantiene la vittoria ottenuta nel Gran Premio del Qatar, e i relativi 25 punti che pongono Andrea Dovizioso provvisoriamente in testa al campionato. In realtà, nessuna delle squadre che avevano presentato il ricorso (Aprilia in testa, ma anche Ktm, Suzuki e Honda) chiedevano la cancellazione del risultato di Losail; bensì la proibizione, da ora in poi, del famigerato “cucchiaio” montato sul forcellone della Desmosedici. I giudici, invece, anche su questo punto sono stati chiarissimi: “La richiesta di dichiarare il dispositivo illegale e di vietarne l’utilizzo nelle prossime gare viene rigettata”, hanno scritto nel dispositivo della loro sentenza.

Questa precisazione produce dunque una seconda conseguenza: la Ducati potrà continuare ad utilizzare l’appendice in questione su ogni circuito in cui la riterrà efficace. Non solo, ma anche i rivali avranno il via libera per introdurre soluzioni analoghe sulle proprie moto. La prima ad approfittarne, con ogni probabilità, sarà la Yamaha, che utilizzò un’aletta del genere già nel novembre scorso a Valencia, per deviare dalla ruota posteriore l’acqua che si sollevava dalla pista bagnata. Poi toccherà anche a tutte le altre Case, che dovranno tornare al tavolo di progetto per adattare lo spoiler al design delle loro carenature. Con un ulteriore effetto collaterale di questa decisione: il probabile aumento esponenziale dei costi per la ricerca aerodinamica.

Parte il Mondiale dell’aerodinamica

C’è, infine, un ulteriore piano sul quale il pronunciamento della corte di Mies produrrà conseguenze: quello politico. Da un lato, infatti, i giudici hanno rafforzato l’autorevolezza del direttore tecnico della MotoGP, Danny Aldridge, che già aveva approvato la pinna Ducati a Losail e il cui operato era stato successivamente messo in discussione proprio dal ricorso. Dall’altro, aprono la porta alla ricerca di nuove interpretazioni ai limiti del regolamento, di nuovi cavilli che possano essere sfruttati in modo tanto furbo quanto geniale, proprio come quelli scovati della Rossa di Borgo Panigale. L’uomo più bravo in questo esercizio di immaginazione si è rivelato, senza alcun dubbio, il direttore generale del reparto corse bolognese, Gigi Dall’Igna. Ma da oggi anche gli avversari dovranno rimboccarsi le maniche e spremersi le meningi, per non dimostrarsi inferiori in questa nuova corsa che si apre parallelamente a quella disputata in pista, che stavolta si combatte non a ruotate ma a colpi d’inventiva ingegneristica.

A proposito di Gigi Dall’Igna, dopo la decisione dei giudici ci aspetteremmo anche un’ultima conseguenza: le scuse pubbliche di chi, come il team manager della Ktm Mike Leitner, aveva senza mezzi termini e con molta arroganza accusato apertamente la Ducati di imbrogliare. Ma su questo punto non siamo pronti a giurarci: per ammettere i propri errori ci vuole onestà intellettuale, sportività e anche un pizzico di stile.

Fabrizio Corgnati