Imane Fadil
Imane Fadil (Getty Images)

L’ex avvocato di Imane Fadil, la modella 34enne morta l’1 marzo scorso nella clinica Humanitas, ha scritto nell’atto di costituzione di parte civile che la ragazza sarebbe stata minacciata da due ex Olgettine.

Imane Fadil, la modella 34enne di origine marocchina morta l’1 marzo scorso nella clinica Humanitas di Rozzano in circostanze ancora da chiarire, sarebbe stata minacciata da due ex Olgettine, le ragazze che partecipavano alle “cene eleganti” di Silvio Berlusconi. A sostenere questa circostanza è l’ex avvocato della modella di origine marocchina, una delle principali testimoni del processo Ruby Ter, quello nei confronti di Silvio Berlusconi accusato, insieme ad altri, di aver corrotto le ragazze che partecipavano alle “cene eleganti” per mentire nei processi Ruby e Ruby Bis. L’avvocato Paolo Sevesi lo ha scritto nell’atto di costituzione di parte civile depositato in uno dei filoni del Ruby ter: “Imane sarebbe stata interessata da minacce, tentativi corruttivi e pressioni per la revoca della costituzione di parte civile“.

L’atto depositato dal legale di Imane Fadil

La modella Imane Fadil, tra i principali testimoni del processo Ruby Ter nei confronti di Silvio Berlusconi, il 29 gennaio scorso è stata ricoverata presso la clinica Humanitas di Rozzano (Milano). La 34enne di origine marocchina dopo poco più di un mese, l’1 marzo, muore in circostanze ancora da chiarire e per queste ragioni la Procura della Repubblica di Milano ha deciso di aprire un fascicolo d’inchiesta per omicidio volontario. I risultati dei primi esami effettuati sul corpo della donna hanno smentito la teoria di un possibile avvelenamento da sostanze radioattive, ma ulteriori accertamenti chiariranno le cause della morte. Secondo l’ex avvocato di Imane, Paolo Sevesi, la modella era stata minacciata da due ex Olgettine, le ragazze che avrebbero preso parte alle “cene eleganti” di Silvio Berlusconi. Il legale lo ha scritto nell’atto di costituzione di parte civile depositato lo scorso 25 febbraio, mentre Imane Fadil era ricoverata in ospedale, in uno dei filoni del Ruby Ter e il prossimo 15 aprile dovrebbe essere riunito al processo principale. All’interno dell’atto, l’avvocato Sevesi ha scritto che la modella durante il procedimento Ruby bis avrebbe subito “minacce, tentativi corruttivi e pressioni per la revoca della costituzione di parte civile da parte di soggetti imputati nel presente procedimento, Berardi Iris e Guerra Barbara” e una serie di “azioni strumentali e consequenziali a quelle oggetto delle odierne imputazioni“. L’avvocato prosegue parlando del “patimento” passato dalla modella “amplificato dal persistente clamore mediatico derivato dall’assunzione di posizione avversa al ‘sistema’” costatole “l’emarginazione relazionale e isolamento lavorativo, nonché adeguamento e mutamento delle proprie abitudini di vita“. Nell’atto si legge inoltre che il “clamore mediatico sviluppatosi intorno alla vicenda, durata nove anni” ha causato alla modella “un disagio psicologico e delle patologie (di natura principalmente psicosomatica)“. Il legale Sevesi qualche giorno fa ha rinunciato all’incarico per contrasti sulla linea nelle indagini con la famiglia della modella ed è stato sostituito dall’avvocato Mirko Mazzali. Adesso si attendono i risultati dell’autopsia e degli ulteriori accertamenti effettuati sul corpo della modella per chiarire le cause del decesso.

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