Mick Schumacher sulla Ferrari, come papà Michael. Ed è solo l’inizio…

Mick Schumacher davanti al logo della Ferrari (Foto Ferrari)
Mick Schumacher davanti al logo della Ferrari (Foto Ferrari)

F1 | Mick Schumacher sulla Ferrari, come papà Michael. Ed è solo l’inizio…

Sono passati tredici anni da quel campionato del mondo di Formula 1 2006, l’ultimo in cui Michael Schumacher corse con i colori della Ferrari. E ne sono trascorsi esattamente dieci dal 2009, quando il Kaiser si rimise al volante di una Rossa per un collaudo, stavolta accarezzando l’idea di sostituire l’infortunato Felipe Massa (non se ne fece nulla, per via dei postumi di una sua caduta in moto). Ecco, martedì prossimo, proprio ad un decennio di distanza, uno Schumi salirà di nuovo a bordo di una monoposto del Cavallino rampante, anche se solo per un test: ma stavolta si tratterà dell’erede designato del grande Michael, il figlio Mick Schumacher.

Non chiamatelo raccomandato. Se, a soli vent’anni, il talentino tedesco ha già raggiunto le soglie della F1, è stato più per meriti propri che per il peso del suo illustre cognome. Tanto che a inizio carriera, quando ancora guidava i kart, decise di correre con lo pseudonimo di Mick Betsch (dal cognome di mamma Corinna) o di Mick Junior. Proprio per passare il più inosservato possibile, come vuole una tradizione familiare fatta di strettissima riservatezza. Poi, appena quattro stagioni or sono, arrivò il passaggio definitivo alle macchine, dove finalmente si sentì pronto per presentarsi al via senza più la protezione dei nomi d’arte.

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Mick Schumacher brucia le tappe

Nel 2016, Mick Schumacher disputò in parallelo i campionati di Formula 4 in Italia e in Germania, vincendo un totale di dieci corse e laureandosi vicecampione in entrambi. Poi passò in Formula 3 dove, dopo un inizio di apprendistato, colse il suo primo trionfo proprio a Spa (come papà Michael nel 1992 in F1): da allora non ha più smesso di vincere, conquistando il titolo europeo nel 2018. Ora Schumi Jr è realmente pronto al grande salto: il debutto in Formula 2, fissato proprio per questo weekend in Bahrein, e quindi la sua prima uscita nell’abitacolo di una macchina della massima serie, due giorni dopo sempre sul circuito del Sakhir.

Nel frattempo Mick, anche in questo caso ripercorrendo le orme paterne, ha già sposato la Ferrari, diventando a tutti gli effetti un allievo della Driver Academy: il vivaio di Maranello che ha già promosso a titolari in F1, prima di lui, Charles Leclerc e Antonio Giovinazzi. E se anche il figlio d’arte, come i suddetti suoi colleghi, dovesse dimostrarsi all’altezza della situazione nella categoria cadetta, non è difficile prevedere pure per lui un futuro a tempo pieno nel Mondiale. Del resto, nel 2021 scadrà il contratto con Kimi Raikkonen e dunque si libererà un sedile alla Alfa Romeo: macchina che lo stesso Schumino proverà mercoledì prossimo, il giorno dopo la Rossa. Ma nello stesso anno si concluderà anche il triennale che lega Sebastian Vettel alla Ferrari

Il ferrarista del domani

E allora, sognare non costa niente. E vedere uno Schumacher di nuovo pilota ufficiale della Ferrari sarebbe davvero il coronamento di una grande favola. Per la Scuderia e i suoi tifosi. Per gli sponsor del padre che lo hanno sostenuto lungo tutta la sua carriera e per tutto il circus della Formula 1. Ma naturalmente soprattutto per lui, Mick Schumacher, che ha dimostrato di non avere ereditato dal papà solo il giusto cognome, ma anche il giusto Dna da corsa. E che la vita, con i drammi che ha tristemente riservato alla sua famiglia, ha costretto a crescere e maturare molto in fretta, sia in pista che fuori. Anche per questo, la prossima settimana, a soli vent’anni, si potrà godere il privilegio di mettersi al volante della vettura più desiderata nel mondo. Nel segno di Michael.

Fabrizio Corgnati