I meccanici Ferrari spingono la macchina di Charles Leclerc nei box (Foto Ferrari)
I meccanici Ferrari spingono la macchina di Charles Leclerc nei box (Foto Ferrari)

F1 | Così la Ferrari ha già scoperto (e risolto) i problemi sulla SF90

“In Bahrein ci aspettiamo di poter vedere l’effetto delle correzioni che abbiamo apportato”. Ci pensa il team principal (ma soprattutto, dice lui, direttore tecnico) Mattia Binotto a riassumere in una frase lo stato d’animo della sua Ferrari, alla vigilia del ritorno in pista della Formula 1 sul circuito del Sakhir. A differenza di quanto farebbe pensare la recente disfatta australiana, a Maranello non si è diffuso il panico, ma anzi si respira aria di ottimismo, che sembrerebbe sincero e non solo di circostanza.

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La Ferrari ha fatto i compiti

Il motivo è che l’ultima settimana è stata trascorsa a lavorare, pancia a terra, facendo gli straordinari, per scaricare ed analizzare una quantità impressionante di dati. All’interno dei quali è contenuto il segreto della prestazione così deludente mostrata dal Cavallino rampante a Melbourne. “Dobbiamo verificare di aver capito e gestito le aree di debolezza che in Australia, per tutta una serie di fattori, non ci hanno permesso di sfruttare appieno il potenziale della vettura”, ha ribadito ancora Binotto. Perché, salvo clamorose smentite dalla pista araba, gli ingegneri italiani sono davvero convinti di avere trovato il bandolo della matassa.

Di avere scoperto, in altre parole, quel problema di fondo che ha fatto sparire, all’improvviso, il comportamento così prevedibile e reattivo della SF90 visto nei test di Barcellona. Al suo posto, all’Albert Park sono comparsi un bilanciamento incerto e un’aderenza insufficiente, che si sono tradotti in un eccessivo consumo delle gomme e in un’eccessiva lentezza nell’uscita dalle curve, specialmente quelle medio-lente. Sulla natura di questo famigerato problema, le bocche in casa Ferrari restano comprensibilmente cucite: non si vuole regalare alla concorrenza dei preziosi segreti industriali. Ma qualche ipotesi, dall’esterno, possiamo comunque azzardarla.

Questione di assetto, non di motore

Impossibile che le “correzioni” evocate da Binotto abbiano riguardato il motore: le componenti non saranno infatti sostituite prima di otto gare, come vuole il regolamento, dunque nessuna modifica sostanziale può essere stata apportata a questo comparto. Un’ulteriore conferma del fatto che il propulsore della Rossa funziona a dovere, come del resto lasciano intendere anche le voci che filtrano in questi giorni dal quartier generale. Si dev’essere trattato, dunque, di un problema relativo all’assetto della monoposto, che quest’anno sembra particolarmente sensibile ai più minimi aggiustamenti della messa a punto.

Lo scenario che si presenterà al prossimo Gran Premio del Bahrein dovrebbe dare una mano ulteriore alla Scuderia per assicurarsi che queste difficoltà non si ripetano. Al posto del vento e delle sconnessioni viste in Australia si ritroverà un asfalto liscio, benché abrasivo, e un tracciato ricco di staccate e di lunghi rettilinei. Un mix più simile a quello del Montmelò, sede dei positivi test invernali, e che dovrebbe esaltare le doti storiche della Ferrari: trazione, velocità di punta e gentilezza con le gomme. Sarà dunque questo weekend di gara a rivelarci definitivamente se gli uomini di Binotto abbiano davvero capito cosa sia andato storto all’esordio stagionale.

Fabrizio Corgnati