Uccide la compagna e non regge: il gesto estremo

Ambulanza
Ambulanza (foto dal web)

Pietro Carlo Artusi, l’uomo che lunedì scorso aveva ucciso la compagna Roberta Priore a Milano, si è impiccato nel carcere di San Vittore. Dopo essere stato trasportato in ospedale in condizioni gravissime ne è stata dichiarata la morte cerebrale.

Il 48enne, Pietro Carlo Artusi, l’uomo che lunedì scorso aveva ucciso la propria compagna nell’appartamento di Milano al culmine di una lite per gelosia, si è impiccato in carcere. Il 48enne detenuto presso la casa circondariale di San Vittore dopo aver confessato l’omicidio della propria compagna, Roberta Priore, ieri si è legato una corda rudimentale al collo e si è tolto la vita impiccandosi alle sbarre della propria cella. Ritrovato dagli agenti penitenziari è stato trasportato in condizioni disperate all’ospedale San Carlo, dove è stata dichiarata la morte cerebrale.

Uccide la compagna al culmine di una lite: l’assassino si impicca in carcere

Martedì scorso una ragazza di 21 anni preoccupata perché la madre non le rispondeva più al telefono ha deciso di recarsi  nell’abitazione di quest’ultima, sita in via Piranesi, nei pressi del centro di Milano. Dopo aver bussato ripetutamente alla porta, la ragazza ha chiamato le forze dell’ordine, le quali dopo aver fatto irruzione nell’appartamento hanno rinvenuto il cadavere della donna, Roberta Priore di 53 anni. Gli agenti della Polizia subito dopo hanno fermato il compagno della donna, Pietro Carlo Artusi, il quale dopo sole 24 ore ha confessato il delitto, ammettendo di aver soffocato Roberta lunedì sera al culmine di una lite per gelosia, e rivelando anche che la sera stessa del delitto i due avevano consumato cocaina. Commesso l’omicidio, l’uomo aveva tentato di togliersi la vita staccando i tubi del gas dell’appartamento, senza completare il gesto ed uscendo dalla casa dove era stato ritrovato dalle forze dell’ordine. Artusi detenuto nel quinto reparto del carcere milanese di San Vittore, ieri sera dopo le 21 è stato ritrovato impiccato alle sbarre della propria cella con una corda rudimentale. Il 48enne è stato subito trasportato in condizioni gravissime all’ospedale San Carlo, dove si trova in coma irreversibile, per questo motivo ne è stata dichiarata dal personale medico la morte cerebrale. Fonti penitenziarie hanno affermato che Artusi era “monitorato e seguitissimo“.

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