Valentino Rossi (Getty Images)

Casco di Valentino Rossi all’asta per una malata di cancro

Luisa Stracqualursi, è una docente di statistica al Campus di Forlì che sta combattendo contro un carcinoma al seno in stadio terminale. La docente ha tentato diverse terapie in Italia, rivelatesi tutte fallimentari. Per questo motivo ha avviato una raccolta fondi per potersi pagare una cura sperimentale negli Stati Uniti.

Tanti vip hanno aderito all’appello, tra cui anche Valentino Rossi. Il nove volte campione del mondo ha messo all’asta un suo casco autografato, che al momento ha raggiunto la cifra di 7.999 euro. A favore della professoressa Stracqualursi si è mobilitato anche il team “Sic58” di Paolo Simoncelli, che hanno donato gadget autografati dal pilota di Moto3 Tatsuki Suzuki. Lo scorso 17 maggio anche i giocatori del Rimini Calcio si erano mobiliati con una raccolta fondi in favore della docente.

La raccolta fondi per la prof. Luisa

Luisa è riuscita a mettere da parte circa 200mila euro. Dei 300mila mancanti ne sono già stati raccolti oltre 104mila euro dalla piattaforma GoFundMe, 98.527 euro attraverso versamenti su PostePay e 18mila euro attraverso Paypal. Il tutto escludendo i bonifici bancari. Oltre un anno fa ha dovuto lasciare l’insegnamento per curare il terribile cancro che la stava divorando.

Adesso, dopo diversi interventi e cicli di chemio e radio, l’unica speranza è sottoporsi ad una procedura di immunoterapia sperimentale disponibile solo negli USA, che consiste nell’isolare dal sangue o dal tumore del paziente stesso i linfociti T, per poi selezionare solo le cellule di difesa in grado di riconoscere e attaccare la neoplasia. Gli amici spiegano in un appello: “Questi linfociti T specifici per il tumore vengono coltivati in provetta e poi iniettati nuovamente nel corpo del paziente. L’equipe di Steven Rosenberg (National Institutes of Health di Bethesda del Maryland) è riuscita in tal modo ad eliminare completamente il tumore e tutte le metastasi da una paziente che, da due anni, è libera dalla malattia. Altri pazienti stanno guarendo e Luisa può essere una di loro”.