Ictus, i sintomi per riconoscere quando sta per accadere

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Ictus, i sintomi per riconoscerlo e prevenirlo © Getty Images

L’ictus è tra le cause di mortalità più diffuse in Italia. I sintomi attraverso il quale riconoscerlo sono ben precisi, ed è possibile fare prevenzione.

L’ictus rappresenta la terza causa di morte in Italia, alle spalle di malattie come il cancro e l’infarto. E colpisce in media 200mila persone all’anno nel nostro paese. Ma molti di questi casi potrebbero essere evitati facendo prevenzione, che rappresenta come al solito la cura migliore contro tutto. In merito all’ictus, ne esistono due tipi: c’è quello ischemico, che è il più diffuso, e quello emorragico, più raro ed anche più serio. La prima tipologia si verifica quando in una arteria collegata al cervello si forma un coagulo di sangue, detto nel gergo ‘trombo’. Da cui la ‘trombosi cerebrale’. Il grumo estringe notevolmente il diametro del vaso sanguigno e quindi inficia in maniera estremamente dannosa su quella che è la circolazione sanguigna, interrompendo il buon funzionamento delle cellule nervose. La tipologia emorragica invece consiste nella vera e propria rottura di un vaso sanguigno, con conseguente fuoriuscita di sangue che va a distribuirsi in maniera fatale nel cervello. I sintomi in questo caso sono difficoltà nel parlare e nel capire il linguaggio, nel vedere in maniera offuscata e nel segnale evidente di non riuscire più a muovere una precisa parte del corpo

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Ictus, i sintomi per riconoscerlo e per prevenirlo

I sintomi dell’ictus che si manifestano con maggiore frequenza sono i seguenti. Intorpedimento o debolezza a volto, braccia, gamba o di una delle due metà del corpo. Confusione e smarrimento improvvisi, difficoltà nel linguaggio orale sia in entrata che in uscita e difficoltà visive. Ma ci sono anche forti problemi nel camminare e nel restare coordinati, mal di testa fortissimi, vomiti e nausee. I soggetti più colpiti sono gli over 65, ma questa patologia può riguardare anche soggetti più giovani. Influiscono negativamente obesità, stili di vita sbagliati, abusi di fumo ed alcolici e simili. Una corretta alimentazione può ridurre notevolmente il rischio di essere esposti. In caso di ischemia è possibile intervenire tempestivamente con appositi farmaci trombolitici o fibrinolitici per via endovenosa, entro massimo 4 ore e mezza dal manifestarsi di uno o più dei sintomi descritti. Nei casi più gravi è poi inevitabile l’intervento chirurgico, con annesso percorso di riabilitazione.

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