Tubercolosi: seconda vittima in pochi mesi, 250 persone a controllo

Ambulanza
Ambulanza (foto dal web)

Uno studente di 19 anni, originario dello Sri Lanka, è morto a Torino per una tubercolosi. L’azienda sanitaria locale sta svolgendo i controlli su 250 persone che possono essere entrate in contatto con il 19enne.

È deceduto lo studente 19enne a cui tre settimane fa era stata diagnosticata la tubercolosi. Il ragazzo, studente del Politecnico del capoluogo piemontese, era ricoverato all’ospedale Amedeo di Savoia. La notizia della morte, sopraggiunta dopo una lunga agonia è stata confermata dall’Asl di Torino che in una nota ha scritto: “Fatto possibile seppur molto raro“. L’Azienda sanitaria piemontese ha inoltre rassicurato che i controlli in corso sulle persone venute a contatto con il 19enne stanno continuando e al momento non sono emerse criticità relative ad un possibile contagio. Le persone che dovrebbero sottoporsi ai controlli sono circa 250, ma ancora non tutti hanno completato gli esami, i quali dovrebbero terminare entro domani.

Muore 19enne per tubercolosi: il secondo caso in pochi mesi

Il 19enne originario dello Sri Lanka, ricoverato all’ospedale Amedeo di Savoia di Torino a cui era stata diagnosticata la tubercolosi, è morto ieri. Lo studente del Politecnico del capoluogo piemontese probabilmente ha contratto la patologia nel suo paese e pare si sia rivolto troppo tardi ai medici, quando la malattia era in uno stadio avanzato. La notizia è stata confermata dall’Azienda sanitaria locale che ha scritto in una nota: “L’Asl città di Torino conferma la notizia del decesso per tubercolosi dello studente del Politecnico. Fatto possibile seppur molto raro“. Inoltre l’Asl ha precisato che le persone sottoposte a controllo che potrebbero essere state a contato con il ragazzo, circa 250, si stanno sottoponendo agli esami e sino ad ora non sono “emerse criticità“. A commentare quanto accaduto il professor Giovanni Di Perri, primario del dipartimento Malattie infettive dell’ospedale Amedeo di Savoia: “La morte dello studente -riporta la Repubblicanon modifica i parametri di rischio per chi è entrato in contatto con lui. Il decesso non cambia l’approccio per evitare i contagi, ma per quanto appurato finora sul caso non bisogna fare allarmismi. Tutto ci fa pensare che purtroppo per lungo tempo la malattia sia stata a lungo silente e quando il giovane è ricorso alle cure sanitarie lo stadio era molto avanzato. Ma tutti i test eseguiti finora con chi era venuto in contatto con lui hanno dato esito negativo. Le probabilità di contagio sono molto basse“. Quello dello studente è il secondo decesso in pochi mesi per tubercolosi. Ad ottobre per la stessa patologia era morta una dottoressa che prestava servizio all’ospedale San Paolo di Napoli.